Hantavirus su nave da crociera, indagini sul viaggio tra Atlantico e Antartide per trovare l'origine
L’hantavirus colpisce una crociera partita dall’Argentina il 1 aprile, con contagi sospetti legati a possibili esposizioni durante le escursioni su isole remote dell’Atlantico meridionale.
La nave da spedizione MV Hondius è salpata da Ushuaia, in Argentina, all’inizio di aprile con 147 persone a bordo tra passeggeri ed equipaggio. Durante il viaggio nell’Atlantico meridionale sono emersi casi di hantavirus, con un bilancio di sette infezioni tra confermate e sospette e tre decessi.
L’imbarcazione ha seguito un itinerario articolato, con tappe in aree isolate e molto diverse tra loro dal punto di vista ambientale. Tra le destinazioni figurano l’Antartide, la Georgia del Sud, l’isola Nightingale, Tristan da Cunha, Sant’Elena e l’isola di Ascensione. Durante queste soste i passeggeri hanno partecipato ad attività come il birdwatching, con sbarchi a terra che potrebbero aver rappresentato un momento di esposizione al virus.
Secondo gli esperti dell’Organizzazione mondiale della sanità, che stanno coordinando le verifiche, il rischio globale resta basso. L’attenzione si concentra però sulla ricostruzione precisa dei contatti avvenuti prima e durante la crociera. Non è stato possibile stabilire con certezza quanto i viaggiatori siano entrati in contatto con la fauna locale, né se le prime infezioni siano avvenute prima dell’imbarco.
Tra le ipotesi allo studio c’è anche una possibile trasmissione tra persone, avvenuta in ambienti chiusi e con contatti ravvicinati. A bordo erano presenti cittadini di 23 nazionalità diverse, dettaglio che ha reso necessario il coinvolgimento di più Paesi nella gestione dell’emergenza.
Capo Verde, Paesi Bassi, Spagna, Sudafrica e Regno Unito hanno avviato un coordinamento sanitario per condividere informazioni e organizzare le misure di risposta. L’Argentina ha fornito gli elenchi completi di passeggeri e membri dell’equipaggio, facilitando il tracciamento internazionale.
I passeggeri sono stati invitati a rimanere nelle cabine e a limitare i contatti, mentre proseguono le indagini epidemiologiche. I casi sospetti vengono monitorati e, quando necessario, sottoposti a evacuazione medica. I test di laboratorio sono stati effettuati in Sudafrica, mentre altri campioni sono stati inviati all’Institut Pasteur di Dakar per ulteriori analisi.
L’Organizzazione mondiale della sanità ha diffuso indicazioni operative per contenere il contagio a bordo: igiene frequente delle mani, attenzione ai sintomi per un periodo di 45 giorni, isolamento immediato in caso di malessere e uso della mascherina in presenza di disturbi respiratori. All’equipaggio è stato chiesto di garantire una pulizia accurata degli ambienti e una ventilazione adeguata.
Restano incerte le decisioni sull’approdo della nave. Dopo una prima apertura all’attracco nelle Isole Canarie, le autorità spagnole hanno chiarito che ogni scelta verrà presa solo dopo l’analisi completa dei dati raccolti durante la navigazione, in particolare dopo il passaggio a Capo Verde.
Al momento non sono previste restrizioni ai viaggi o al commercio. Le verifiche proseguono per chiarire l’origine del focolaio e individuare il momento esatto in cui si è verificato il contagio.
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