Chirurgo arrestato a Pisa, viola divieto e insegue ex moglie e figlio nonostante il braccialetto
Il chirurgo vascolare di Pisa è stato arrestato dopo aver inseguito in auto l’ex moglie e il figlio, ignorando il divieto imposto dal giudice. Le violazioni ripetute e i comportamenti ritenuti pericolosi hanno portato al carcere.
Un medico chirurgo vascolare in servizio all’Azienda ospedaliero-universitaria di Pisa è stato arrestato e portato nel carcere Don Bosco dopo aver più volte disatteso il divieto di avvicinamento nei confronti dell’ex moglie e del figlio minorenne. La misura restrittiva è stata aggravata dal giudice in seguito a una serie di episodi considerati ripetuti e rischiosi.
L’uomo avrebbe dovuto mantenere una distanza di almeno un chilometro dai familiari e indossare il braccialetto elettronico, ma negli ultimi giorni si sarebbe presentato più volte sotto casa della donna. In un caso li avrebbe anche seguiti in auto, provocando forte paura nel figlio.
Davanti agli agenti il chirurgo ha sostenuto che il dispositivo di controllo non funzionasse correttamente. Gli accertamenti hanno effettivamente rilevato un malfunzionamento in un episodio, ma per altri casi le violazioni sarebbero state volontarie, come confermato anche dalle testimonianze raccolte durante le indagini.
Gli inquirenti descrivono una situazione già segnata da comportamenti giudicati aggressivi e oppressivi nei confronti dell’ex compagna e dei figli. Proprio questo quadro aveva portato in precedenza all’allontanamento dalla casa familiare e all’applicazione delle restrizioni.
Tra gli elementi valutati dal tribunale anche una relazione interna dell’ospedale, che segnala atteggiamenti professionali ritenuti inadeguati e potenzialmente pericolosi. Non si tratta del primo episodio: in passato il medico era già finito sotto processo nel Nord Italia per aver aggredito il dirigente scolastico dell’istituto in cui lavorava la moglie.
Secondo quanto riferito dalla donna, l’uomo avrebbe inoltre mostrato un atteggiamento provocatorio, arrivando a vantarsi in chat WhatsApp del dispositivo elettronico e a ironizzare sul provvedimento, comportamento che sarebbe emerso anche sul posto di lavoro.