Il cuoco Pietro Catzola lascia il Quirinale, 36 anni tra cinque presidenti e ospiti da tutto il mondo
Pietro Catzola lascia il Quirinale dopo 36 anni per pensionamento, chiudendo una carriera iniziata nel 1989 e segnata da cinque presidenti e incontri con leader mondiali, tra piatti simbolo e ricordi personali.
Il primo maggio 2026 Pietro Catzola ha salutato le cucine del Quirinale dopo una carriera lunga oltre tre decenni. Arrivato nel 1989, ha lavorato per cinque presidenti della Repubblica e ha preparato piatti per capi di Stato, sovrani e grandi nomi dello sport. L’addio è arrivato tra emozione e gratitudine, dopo anni trascorsi dietro ai fornelli della residenza più importante d’Italia.
L’ultimo servizio si è svolto nel segno della tradizione. Il giorno prima del congedo ha cucinato gnocchi al pomodoro, pesce ai ferri e verdure gratinate. Al rientro da un impegno ufficiale, il presidente Sergio Mattarella lo ha incontrato per un saluto privato insieme allo staff. In quell’occasione, Catzola non è riuscito a trattenere le lacrime, ricevendo anche una fotografia con dedica.
La sua storia al Quirinale è iniziata quasi per caso. Nel 1989, mentre era imbarcato sull’Amerigo Vespucci, ricevette una proposta dal presidente Francesco Cossiga. In un primo momento rifiutò, legato alla vita in mare. Poco dopo cambiò idea, anche per motivi familiari, e accettò l’incarico che avrebbe segnato il resto della sua carriera.
L’arrivo nelle cucine presidenziali non fu semplice. Ambienti antiquati e rapporti difficili con alcuni colleghi segnarono i primi mesi. Con il tempo, però, riuscì a imporsi grazie alla professionalità. Un passaggio decisivo arrivò con l’introduzione di nuove attrezzature e metodi di lavoro, che trasformarono l’organizzazione della cucina.
Ogni presidente aveva gusti diversi e richiedeva un adattamento continuo. Con Cossiga dominavano i sapori della Sardegna e i fritti. Con Scalfaro nacque il risotto alle erbe aromatiche, ispirato all’orto di Castelporziano. Ciampi apprezzava piatti della tradizione come trippa e frattaglie, mentre Napolitano prediligeva la pasta e i dolci tipici sardi. Mattarella, invece, ha mantenuto uno stile alimentare semplice, fatto di zuppe e piatti leggeri.
Nel corso degli anni Catzola ha cucinato per ospiti di primo piano. Alla regina Elisabetta furono serviti ravioli ricotta e spinaci. Durante la visita di Michail Gorbaciov, la cucina fu controllata da agenti del KGB. Tra gli incontri ricordati anche quelli con Barack Obama, Michael Schumacher e numerosi campioni dello sport italiano.
Nonostante le esperienze internazionali, resta un rimpianto. Non ha mai cucinato per un Papa. Le visite dei pontefici al Quirinale, negli ultimi decenni, non hanno previsto pranzi ufficiali, lasciando incompleto questo capitolo della sua carriera.
Originario di Triei, in provincia di Nuoro, nato nel 1959, Catzola vive oggi ai Castelli Romani con la famiglia. Continua a mantenere un legame forte con la Sardegna, presente nei suoi piatti e nella sua storia personale, che lo ha portato dal mare alle tavole della Presidenza della Repubblica.
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