Katharina Miroslawa a Belve Crime, il caso Mazza e la difesa dell'ex ballerina sul movente

Katharina Miroslawa torna a parlare del delitto di Carlo Mazza, sostenendo di essere stata accusata per il suo passato e difendendo la propria versione durante l’intervista a Belve Crime con dettagli rimasti fuori dal processo.

Belve Crime
Katharina Miroslawa a Belve Crime, il caso Mazza e la difesa dell'ex ballerina sul movente

Katharina Miroslawa ripercorre il caso dell’omicidio di Carlo Mazza, avvenuto nel centro storico di Parma tra l’8 e il 9 febbraio 1986, intervenendo nel programma televisivo Belve Crime in onda su Rai2. Condannata in via definitiva a oltre vent’anni di carcere insieme al marito e al fratello, l’ex ballerina torna a raccontare la propria versione dei fatti davanti a Francesca Fagnani.

Secondo la ricostruzione dei giudici, il delitto sarebbe stato organizzato per incassare il premio di una polizza vita da un miliardo di lire intestata proprio a Miroslawa. L’imprenditore, innamorato della giovane conosciuta in un night club di Modena, l’aveva indicata come beneficiaria, elemento ritenuto centrale per individuare il movente.

Nel corso dell’intervista, Miroslawa contesta apertamente quella lettura, sostenendo di essere stata considerata colpevole per la sua immagine e il lavoro svolto nei locali notturni. “Sono diventata la figura perfetta su cui scaricare tutto”, afferma, spiegando come, a suo dire, il giudizio su di lei sia stato influenzato anche dal suo passato.

Il confronto con la conduttrice si accende quando l’ex ballerina richiama alcuni dettagli che, secondo lei, non sarebbero stati presi in considerazione. Tra questi, l’acquisto di alcuni costumi da bagno in Germania, che per Miroslawa dimostrerebbe l’intenzione di raggiungere Mazza per una vacanza e non di pianificare un omicidio.

Fagnani ribatte con fermezza, riportando il discorso sul tema del movente economico. Miroslawa insiste invece sulla propria interpretazione, indicando proprio quei costumi come prova della sua versione e sostenendo che raccontino più di quanto emerso nei processi.

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