Ricina a Pietracatella, perquisita la casa delle vittime: sequestrati dispositivi e documenti

Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi sono morte per sospetto avvelenamento da ricina e la polizia è tornata nella loro casa per raccogliere prove. Prelevati dispositivi elettronici e documenti dopo tre ore di controlli.

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Ricina a Pietracatella, perquisita la casa delle vittime: sequestrati dispositivi e documenti

È andato avanti per circa tre ore il sopralluogo della polizia scientifica nell’abitazione della famiglia Di Vita a Pietracatella, piccolo centro del Molise dove, subito dopo Natale, hanno perso la vita Sara Di Vita e sua madre Antonella Di Ielsi. Gli agenti sono entrati in azione poco dopo le 10 del mattino e hanno concluso le operazioni intorno alle 13.

Su disposizione della procuratrice di Larino, Elvira Antonelli, gli investigatori hanno portato via dall’appartamento tutti i dispositivi elettronici appartenuti alle due donne. Oltre a computer e telefoni, sono stati raccolti anche alcuni documenti ritenuti utili per chiarire quanto accaduto.

Il controllo non ha riguardato soltanto la casa in cui vivevano madre e figlia, ma anche l’abitazione della nonna, collegata alla famiglia. Durante le operazioni erano presenti, oltre agli agenti, anche consulenti delle parti coinvolte, persone indagate e familiari.

I materiali sequestrati verranno ora analizzati nel laboratorio digitale della procura di Campobasso. Gli esperti si occuperanno dell’acquisizione forense dei dati, come già avvenuto per uno smartphone preso in consegna nelle scorse settimane ad Alice Di Vita.

La procuratrice Antonelli ha spiegato che l’inchiesta sta entrando in una fase più operativa. Dopo i primi accertamenti tossicologici, gli investigatori stanno passando a verifiche giudiziarie più approfondite. Gli esami effettuati finora hanno indicato la possibile presenza di ricina, ma sono attesi ulteriori riscontri sia dalle analisi di laboratorio sia dagli esiti dell’autopsia.

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