Delitto di Garlasco, porta aperta e nessuna effrazione: l'ipotesi già valutata nel processo Stasi

Chiara Poggi potrebbe aver lasciato la porta aperta la mattina del delitto a Garlasco, ipotesi legata a una possibile intrusione senza scasso. Lo scenario era già stato esaminato nel processo d’appello su Alberto Stasi.

Garlasco
Delitto di Garlasco, porta aperta e nessuna effrazione: l'ipotesi già valutata nel processo Stasi

L’idea che l’assassino di Chiara Poggi sia entrato nella villetta di Garlasco senza forzare la porta torna al centro delle indagini. Secondo questa ricostruzione, la giovane potrebbe aver lasciato l’ingresso socchiuso o comunque non chiuso a chiave, consentendo l’accesso a chi poi l’ha uccisa.

Si tratta di uno scenario tutt’altro che nuovo. Durante il processo d’appello del 2011 a carico di Alberto Stasi, i giudici avevano già preso in esame la possibilità di un ingresso senza effrazione. In quell’occasione venne valutata anche l’ipotesi di una rapina degenerata, poi esclusa, ma nelle motivazioni si evidenziava come mancassero segni di forzatura sulla porta d’ingresso.

I giudici sottolinearono che non era possibile escludere che quella mattina Chiara, una volta sveglia, avesse disattivato l’allarme e aperto per far uscire il gatto, lasciando la porta socchiusa. In alternativa, avrebbe potuto aprire dopo aver notato qualcuno nel giardino. Un dettaglio che oggi torna rilevante nella nuova inchiesta della procura di Pavia, che individua in Andrea Sempio una figura centrale.

Nel frattempo emergono elementi anche sulla vita privata di Andrea Sempio. Tra questi, alcuni messaggi pubblicati nel 2012 sul forum “Italian Seduction”. In uno di questi, datato 15 agosto, il 38enne raccontava di un tentativo fallito con una barista, parlando di una delusione sentimentale e della volontà di migliorarsi.

Il contenuto di quei messaggi, reso noto dal legale Liborio Cataliotti, chiarirebbe che la ragazza a cui Sempio faceva riferimento non era Chiara Poggi. Nei giorni precedenti era emersa anche un’altra frase, in cui l’uomo parlava dell’unico innamoramento vissuto tra i 18 e i 20 anni, definendolo legato a un periodo difficile della sua vita.

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