Nicole Minetti difende l'adozione del figlio e chiarisce le cure a Boston

Nicole Minetti interviene dopo le polemiche sull’adozione del figlio e le notizie diffuse dai media, spiegando che la procedura è stata regolare e che il bambino è stato operato negli Stati Uniti per una patologia grave.

Nicole Minetti
Nicole Minetti difende l'adozione del figlio e chiarisce le cure a Boston

Nicole Minetti prende posizione dopo giorni di polemiche sull’adozione del figlio e sulle notizie circolate. L’ex consigliera regionale lombarda nega ogni controversia con la famiglia biologica del bambino, precisando di non aver mai avuto contatti con loro. L’intero percorso, afferma, si è svolto seguendo la procedura legale prevista, dalla fase iniziale fino all’affidamento definitivo, con documenti a supporto.

Minetti respinge le ricostruzioni diffuse da alcune testate, definendole false e dannose. Annuncia iniziative legali contro chi avrebbe diffuso informazioni ritenute non veritiere, con l’obiettivo di tutelare la propria reputazione e quella della famiglia. Sottolinea inoltre che la vicenda ha coinvolto un minore, la cui esposizione pubblica non sarebbe stata consentita dalle norme.

L’ex consigliera insiste anche su un altro punto: non risulta indagata né in Uruguay né in Spagna e non avrebbe mai ricevuto comunicazioni ufficiali di indagine. Una precisazione che arriva dopo la diffusione di notizie che ipotizzavano sviluppi giudiziari all’estero.

Nel suo intervento, Minetti racconta anche il percorso sanitario del figlio. A causa di una patologia grave, la famiglia si sarebbe rivolta a centri altamente specializzati. La scelta è caduta su una struttura negli Stati Uniti, a Boston, dove il bambino è stato sottoposto a un intervento chirurgico complesso.

Intanto emergono verifiche sul fronte sanitario. Secondo fonti riportate dall’ANSA, non ci sarebbero tracce del minore nei database dell’ospedale San Raffaele di Milano, indicato in alcune ricostruzioni come parte del percorso clinico. Un elemento che alimenta ulteriori accertamenti sulla vicenda.

Sul caso interviene anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che esclude le dimissioni del ministro della Giustizia Carlo Nordio. La premier spiega di aver ricostruito con lui l’iter della grazia concessa a Minetti, dichiarando fiducia nel lavoro del Guardasigilli.

Meloni precisa che la valutazione su una eventuale revoca del provvedimento non rientra nelle sue competenze, rimandando ogni decisione al Presidente della Repubblica. Ammette di aver approfondito il caso solo dopo la diffusione delle notizie e sostiene che la procedura seguita non differisce da quella adottata per le altre richieste esaminate negli anni.

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