Netanyahu torna in tribunale dopo la guerra con l'Iran, riprende il processo per corruzione e frode
Benjamin Netanyahu torna a testimoniare dopo lo stop causato dalla guerra con l’Iran, mentre riprende il processo per corruzione e frode con nuove udienze attese nei prossimi giorni
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu è tornato oggi in aula per proseguire la sua testimonianza nel processo che lo vede imputato per frode e corruzione. L’ultima comparizione risaliva al 24 febbraio, prima della sospensione dovuta al conflitto con l’Iran.
Il ritorno in tribunale era previsto già per il giorno precedente, ma l’udienza è stata cancellata all’ultimo momento dopo che il suo legale, Amit Hadad, ha segnalato problemi legati alla sicurezza. La ripresa delle deposizioni arriva dopo una pausa di oltre due mesi.
Finora Netanyahu ha deposto circa 80 volte e si trova nelle fasi finali del controinterrogatorio relativo al cosiddetto “Caso 4000”. L’inchiesta riguarda presunti favori regolatori concessi all’imprenditore delle telecomunicazioni Shaul Elovitch, in cambio di una copertura favorevole sul sito di informazione Walla.
Parallelamente, restano ancora diverse udienze da affrontare anche per il “Caso 2000”, che riguarda un presunto accordo con Arnon Mozes, editore del quotidiano Yedioth Ahronoth, per ottenere una narrazione mediatica più favorevole in cambio di vantaggi.
La ripresa del processo avviene in un momento delicato anche sul piano politico. Nei giorni scorsi il presidente israeliano Isaac Herzog ha escluso, almeno per ora, la possibilità di concedere la grazia al premier, nonostante la richiesta avanzata da Netanyahu e le pressioni arrivate dagli Stati Uniti.
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