Giorgia Meloni al Consiglio Ue di Nicosia chiede flessibilità su energia e deficit dopo crisi Hormuz

Giorgia Meloni a Nicosia spinge per nuove regole Ue sull’energia dopo la crisi legata allo Stretto di Hormuz. L’Italia cerca margini di spesa mentre Bruxelles esclude per ora misure straordinarie, con il deficit al 3,1% nel 2025.

Meloni
Giorgia Meloni al Consiglio Ue di Nicosia chiede flessibilità su energia e deficit dopo crisi Hormuz

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha portato al vertice informale dell’Unione europea a Nicosia la richiesta di strumenti concreti per affrontare l’aumento dei costi energetici, aggravato dalle tensioni legate allo Stretto di Hormuz. Dopo due giorni di incontri, non sono arrivate aperture ufficiali sulla flessibilità di bilancio, ma nemmeno un rifiuto netto da parte delle istituzioni europee.

La Commissione europea, attraverso Ursula von der Leyen, ha ribadito che non esistono al momento le condizioni per attivare la clausola generale di salvaguardia, lo strumento che durante la pandemia aveva consentito agli Stati di aumentare il deficit. La stessa linea è stata confermata dal commissario Valdis Dombrovskis, secondo cui l’economia europea non è in una fase di grave recessione.

Roma ha però modificato la propria posizione rispetto alle settimane precedenti. Il governo non punta più apertamente alla sospensione generale delle regole fiscali, ma propone di escludere dai calcoli del deficit le spese sostenute per contrastare l’emergenza energetica. Una richiesta che richiama la clausola nazionale di salvaguardia, già prevista dopo la riforma del Patto di stabilità del 2023.

La differenza non è solo tecnica. Questa clausola, infatti, produce effetti diversi a seconda della situazione dei Paesi. Chi non è sotto procedura per deficit può aumentare la spesa senza conseguenze immediate, mentre chi è già sotto controllo – come l’Italia – rischia di allungare i tempi di rientro.

Il quadro si è complicato dopo i dati diffusi da Eurostat: nel 2025 il rapporto deficit-Pil italiano si è fermato al 3,1%, oltre la soglia prevista. Questo significa che il Paese resterà nella procedura europea, rendendo meno penalizzante l’eventuale ricorso alla clausola nazionale.

Durante il confronto tra i leader europei, Meloni ha parlato di un clima aperto al dialogo. Ha riconosciuto le posizioni più rigide, in particolare quella tedesca, ma ha sottolineato che tutti gli Stati membri sono consapevoli delle ricadute comuni della crisi energetica. Le economie europee, ha spiegato, sono strettamente collegate e gli effetti dei rincari si propagano rapidamente.

Un sostegno alla linea italiana è arrivato anche dal premier spagnolo Pedro Sánchez, che ha chiesto di rivedere le regole fiscali per sostenere gli investimenti necessari alla transizione energetica e ha rilanciato l’ipotesi di prorogare il programma Next Generation EU.

Parallelamente, il vertice ha affrontato il tema del bilancio europeo 2028-2034. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha escluso qualsiasi aumento del debito comune o nuove emissioni di obbligazioni europee, indicando come unica strada quella di tagliare altre voci di spesa. Una posizione condivisa anche dai Paesi Bassi.

L’Italia ha fissato alcune priorità considerate non negoziabili, tra cui la tutela dei fondi di coesione e della politica agricola comune. Meloni ha ribadito che competitività, sicurezza e sviluppo territoriale devono procedere insieme, senza sacrificare settori strategici per finanziare nuove politiche.

Le prossime settimane saranno decisive. I ministri dell’Economia dell’Eurogruppo e dell’Ecofin torneranno a riunirsi a maggio tra Bruxelles e Nicosia, con l’obiettivo di trovare un punto di equilibrio tra esigenze nazionali e regole comuni.

Notizie correlate

Meloni a Cipro chiede all'Ue misure urgenti contro il caro energia e più flessibilità sui conti Giorgia Meloni a Cipro chiede interventi Ue contro il caro energia causato dalla guerra in Iran, segnalando l’urgenza di misure concrete per evitare rincari diffusi su trasporti e consumi.

Crisi Iran, Meloni al telefono con Erdogan e leader europei. Italia pronta a intervenire su energia e sicurezza Giorgia Meloni intensifica i contatti con leader europei e con Recep Tayyip Erdogan dopo l’attacco missilistico legato alla crisi iraniana.