Alice Di Vita annota i pasti prima dell'avvelenamento da ricina, cosa cercano gli inquirenti nel suo iPhone

Alice Di Vita ha annotato i pasti della famiglia nei giorni del presunto avvelenamento da ricina, mentre gli inquirenti analizzano il suo iPhone per ricostruire movimenti, chat e ricerche legate alla morte di madre e sorella.

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Alice Di Vita annota i pasti prima dell'avvelenamento da ricina, cosa cercano gli inquirenti nel suo iPhone

Un dettaglio emerso nelle indagini sulla morte di Antonella Di Ielsi, 50 anni, e della figlia Sara Di Vita, 15 anni, apre nuovi interrogativi. La Procura di Larino ha disposto il sequestro del telefono di Alice Di Vita, 19 anni, per analizzare contenuti e attività digitali legate ai giorni precedenti al decesso delle due vittime.

Il dispositivo, un iPhone 12 Pro, verrà esaminato per recuperare chat, cronologia web e appunti salvati tra il primo dicembre e metà aprile. Tra gli elementi ritenuti rilevanti ci sono alcune note sui pasti consumati dalla famiglia tra il 22 e il 25 dicembre, periodo in cui si colloca la cena sospetta del 23 dicembre.

Gli investigatori cercano di capire perché la ragazza abbia registrato con precisione ciò che è stato mangiato in quei giorni. Una delle ipotesi è che lo abbia fatto dopo i primi malori accusati dai familiari, con forti dolori addominali e vomito, per fornire indicazioni ai medici del pronto soccorso di Campobasso.

Le due vittime sono morte nella notte tra il 27 e il 28 dicembre all’ospedale Cardarelli. In un primo momento erano stati indagati cinque medici per omicidio colposo, ma la conferma dell’intossicazione da ricina, arrivata da una relazione specialistica, potrebbe portare all’archiviazione delle loro posizioni.

Oltre agli appunti, i magistrati intendono ricostruire l’attività online della 19enne, verificando eventuali ricerche sulla sostanza tossica, nota per essere inodore, incolore e priva di antidoto. Sarà determinante stabilire se eventuali ricerche siano avvenute prima o dopo la scoperta dell’avvelenamento.

Nel mirino anche le conversazioni tra Alice e i membri della famiglia, insieme a chat con amici e parenti, per ricostruire rapporti e ultime comunicazioni con le vittime. Verranno analizzati anche spostamenti, email e profili social per avere un quadro completo dei movimenti della ragazza.

A Pietracatella, in provincia di Campobasso, proseguono le audizioni di conoscenti e compagni di scuola delle due sorelle, frequentanti il liceo classico Mario Pagano. Gli investigatori continuano a raccogliere elementi per chiarire cosa sia accaduto durante la cena del 23 dicembre, momento in cui madre e figlia sarebbero entrate in contatto con il veleno.

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