Gemelli morti folgorati a Mangione, autopsia su Francesco e Giacomo Fierloni chiarisce il tentativo di salvataggio

Giacomo Fierloni è morto nel tentativo di salvare il fratello Francesco dopo una scarica elettrica da 20mila volt vicino ai cavi della media tensione. L’autopsia chiarisce la dinamica e conferma il gesto estremo.

Mangione
Gemelli morti folgorati a Mangione, autopsia su Francesco e Giacomo Fierloni chiarisce il tentativo di salvataggio

I risultati dell’autopsia fanno luce sulla morte dei gemelli Francesco e Giacomo Fierloni, entrambi 23enni, rimasti folgorati martedì sera in località La Goga, nella zona di Mangione. Gli esami medico-legali descrivono una sequenza precisa dei fatti, segnata da un tentativo di soccorso che si è trasformato in tragedia.

Secondo quanto accertato, il primo a essere colpito dalla corrente è stato Francesco. Sul suo corpo sono state rilevate bruciature tipiche del passaggio elettrico: una lesione sotto lo sterno indica il punto di contatto con un’asta telescopica in carbonio e alluminio, mentre i segni su piedi e scarpe mostrano il punto di uscita della scarica verso il terreno.

Giacomo non si è allontanato. Ha cercato di aiutare il fratello e, nel tentativo di afferrarlo, è stato investito da un arco voltaico partito dai cavi della media tensione. La scarica, stimata intorno ai 20.000 volt, non gli ha lasciato scampo.

La vicenda si è consumata intorno alle 20. Poco prima, uno dei due aveva avvisato il padre e un cugino dei programmi della serata, parlando di un passaggio alla scuola guida e di una battuta di pesca. Quando i telefoni hanno smesso di rispondere, la famiglia ha iniziato a preoccuparsi.

La posizione condivisa, recuperata grazie alla fidanzata di uno dei ragazzi, ha permesso di restringere le ricerche. È stato uno zio a raggiungere per primo il punto indicato, trovando i due giovani ormai senza vita, distesi nell’erba a poca distanza l’uno dall’altro.

All’origine dell’incidente c’è un gesto legato a una passione comune. I fratelli stavano cercando di recuperare un piccione da richiamo che si era posato sui fili dell’alta tensione. L’uso dell’asta ha innescato il contatto con la linea elettrica.

La Procura di Perugia ha preso atto della ricostruzione fornita dai carabinieri, escludendo responsabilità esterne. L’episodio è stato classificato come un incidente, nato da una sottovalutazione del pericolo.

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