Russia e Nato, allarme intelligence olandese su possibili piani di attacco dopo la guerra in Ucraina
I servizi olandesi avvertono che la Russia valuta uno scontro con la Nato dopo la guerra in Ucraina e accelera sul riarmo. Mosca rafforza i legami con la Cina mentre cresce la tensione nel Mar Baltico.
La Russia potrebbe prepararsi a un confronto diretto con la Nato una volta concluso il conflitto in Ucraina. È quanto emerge dall’analisi del servizio di intelligence militare dei Paesi Bassi, che indica Mosca come la principale minaccia per la sicurezza europea. Secondo il rapporto, un’azione contro l’Alleanza non è prevista nel breve periodo, ma potrebbe diventare concreta entro un anno dalla fine delle operazioni militari in Ucraina.
Gli analisti sottolineano che, finché le forze russe resteranno impegnate sul fronte ucraino, l’apertura di un nuovo teatro di guerra resta improbabile. Tuttavia, il Cremlino sta rafforzando progressivamente le proprie capacità e mostra maggiore sicurezza, anche grazie ai rapporti sempre più stretti con la Cina, che contribuiscono a sostenere l’apparato militare russo.
Proprio il ruolo di Pechino viene indicato come decisivo sul piano tecnologico. Le attività di cyber-spionaggio cinesi, secondo i vertici dell’intelligence olandese, hanno raggiunto un livello avanzato e paragonabile a quello statunitense, rendendo più complesso per l’Europa individuare e contrastare le minacce informatiche.
La cooperazione tra Mosca e Pechino si estende anche al piano militare. Da un lato la Russia beneficia delle forniture cinesi per sostenere la produzione bellica, dall’altro la Cina osserva da vicino le operazioni sul campo in Ucraina per trarre indicazioni utili alle proprie strategie.
Le preoccupazioni si concentrano anche sul Mar Baltico. Il capo di Stato maggiore della difesa svedese, Michael Claesson, ritiene possibile che la Russia possa occupare rapidamente una delle numerose isole dell’area per mettere alla prova la tenuta della Nato. Un’azione limitata, ma sufficiente a verificare la reazione politica e militare dell’Alleanza.
Negli ultimi mesi la presenza militare russa nella regione è aumentata. Navi commerciali legate alla cosiddetta flotta ombra vengono scortate da unità armate, mentre la Nato ha intensificato le esercitazioni su scenari di sbarco in punti strategici come Gotland, Bornholm e le isole estoni.
Il Mar Baltico è già stato teatro di episodi di tensione. A febbraio un drone russo è stato abbattuto mentre si avvicinava alla portaerei francese Charles de Gaulle nel porto di Malmö. Parallelamente, la Svezia ha rafforzato i controlli marittimi, arrivando ad abbordare diverse imbarcazioni sospettate di appartenere alla rete navale russa.
Secondo Claesson, una possibile tregua in Ucraina permetterebbe a Mosca di ridistribuire uomini e mezzi verso il fronte orientale dell’Alleanza. In questo scenario, la Russia potrebbe tentare nuove operazioni per ampliare la propria influenza geopolitica, richiamando modelli del passato.
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