Decreto sicurezza alla Camera tra fiducia e correzioni dopo i rilievi di Mattarella
Il governo Meloni accelera sul Decreto Sicurezza dopo i rilievi di Mattarella, scegliendo la fiducia e un nuovo decreto per correggere una norma sui rimpatri. Il voto finale è atteso entro il 24 aprile, a ridosso della scadenza.
Il governo guidato da Giorgia Meloni punta a chiudere rapidamente l’iter del Decreto Sicurezza alla Camera, dove il testo è arrivato senza modifiche rispetto alla versione approvata dal Senato. Per evitare rallentamenti dopo le osservazioni del Quirinale, l’esecutivo ha deciso di porre la fiducia, accelerando così l’approvazione prima della scadenza fissata al 25 aprile.
La decisione è stata formalizzata dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che ha chiesto il voto di fiducia per blindare il provvedimento. Parallelamente, il governo sta preparando un nuovo decreto legge destinato a intervenire su uno dei punti più contestati, quello relativo agli incentivi agli avvocati per favorire i rimpatri volontari degli stranieri.
Nonostante le osservazioni arrivate dal Colle, la linea politica resta invariata. Il vicepremier Matteo Salvini ha ribadito che l’obiettivo è rafforzare le misure contro la criminalità e velocizzare espulsioni e rimpatri. L’eventuale intervento correttivo non cambia l’impianto generale del decreto, ma serve ad adeguare alcune disposizioni segnalate come critiche.
Il caso riporta al centro il ruolo del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che dall’inizio della legislatura non ha mai rinviato formalmente una legge alle Camere. Il ricorso a questo potere, previsto dall’articolo 74 della Costituzione, resta infatti raro e utilizzato solo in situazioni eccezionali.
Più frequente è invece il ricorso a strumenti meno formali. In diverse occasioni il Quirinale ha accompagnato la firma dei provvedimenti con osservazioni scritte. È accaduto, ad esempio, con il Decreto Milleproroghe del 2023, quando furono segnalate criticità legate all’inserimento di norme non coerenti con il testo originario.
Un altro episodio riguarda il disegno di legge sulla concorrenza del gennaio 2024, su cui il Colle ha richiamato l’attenzione su possibili contrasti con le regole europee, in particolare per quanto riguarda le licenze degli ambulanti e gli impegni collegati al PNRR.
Questa modalità di intervento si è consolidata negli anni. Già nel 2021, con il decreto Sostegni-bis, Mattarella aveva firmato il provvedimento per non ritardare gli aiuti, ma aveva accompagnato la promulgazione con un messaggio che invitava a evitare norme eterogenee nei decreti legge.
La scelta attuale di affiancare al Decreto Sicurezza un secondo provvedimento correttivo rientra in questo equilibrio tra governo e Quirinale. Senza uno scontro diretto, il Presidente esercita una funzione di garanzia che spinge l’esecutivo a rivedere alcune norme prima dell’entrata in vigore definitiva.
Notizie correlate
Decreto Ucraina, fiducia alla Camera tra tensioni e scontro su Salvini La Camera affronta il decreto Ucraina con voto di fiducia del governo.
Decreto Superbonus: Fiducia approvata alla Camera, attesa per il Voto definitivo