Decreto lavoro del 1 maggio, le misure su salari, giovani e caro vita
Il governo prepara il decreto Lavoro per il 1 maggio con misure contro il lavoro povero e il caro vita. Previsti interventi su giovani, donne e rider, oltre a incentivi alle assunzioni e modifiche sui salari.
Il governo punta ad approvare un nuovo decreto Lavoro in occasione della festa del 1 maggio, con un pacchetto di interventi rivolti alle categorie più fragili e alle situazioni di maggiore difficoltà economica. Il provvedimento, in fase di definizione, mira a contrastare il lavoro povero e a sostenere l’occupazione.
Tra le misure allo studio c’è la stabilizzazione degli incentivi per le assunzioni dei giovani under 35. Le agevolazioni contributive attualmente in scadenza a fine aprile potrebbero diventare strutturali, con l’obiettivo di favorire l’ingresso stabile nel mercato del lavoro.
Un intervento analogo riguarda le Zes, le Zone economiche speciali, dove si punta a prorogare gli sgravi per le imprese che assumono. Anche in questo caso, le attuali misure stanno per terminare e il governo valuta una loro estensione.
Spazio anche alle politiche per l’occupazione femminile. Si valuta un rafforzamento del cosiddetto bonus mamme, oggi previsto con una decontribuzione parziale per le lavoratrici con almeno due figli e totale per quelle con tre o più figli, misura attualmente valida fino alla fine dell’anno.
Nel decreto potrebbe entrare anche una stretta sul settore del food delivery. Dopo le recenti indagini della procura di Milano, l’esecutivo studia nuove regole per i rider, tra cui l’obbligo di accesso alle piattaforme tramite Spid o carta d’identità elettronica, per evitare forme di intermediazione irregolare.
Incentivi sui contratti e interventi contro il caro vita
All’interno del provvedimento si valuta inoltre una nuova detassazione degli aumenti salariali legati ai rinnovi contrattuali, con l’obiettivo di rendere più conveniente l’incremento degli stipendi.
Tra le ipotesi sul tavolo c’è anche un possibile aumento dei fringe benefit, misura che potrebbe offrire un sostegno concreto ai lavoratori alle prese con l’aumento del costo della vita, compatibilmente con le risorse disponibili.
Infine, il decreto dovrebbe intervenire sul tema del salario equo. Dopo lo stop alla legge sul salario minimo, il governo punta a rafforzare la contrattazione collettiva, individuando criteri che garantiscano ai lavoratori trattamenti economici adeguati in linea con i contratti nazionali più rappresentativi.
Notizie correlate
Dossieraggio: Meloni non spinge per un decreto, prefetto già attiva su nuove misure
Decreto salva casa - ok della Camera a fiducia: le misure