Paola Iezzi parla di amore, matrimonio e figli tra scelte personali e vita privata

Paola Iezzi racconta la sua vita privata e la lunga relazione con Paolo spiegando perché non ha voluto figli e cosa pensa del matrimonio. Un equilibrio costruito negli anni tra lavoro, amore e scelte personali precise.

Paola Iezzi
Paola Iezzi parla di amore, matrimonio e figli tra scelte personali e vita privata

Nel salotto di Verissimo, Paola Iezzi ha aperto uno squarcio sulla sua vita lontano dal palco, soffermandosi su relazioni, decisioni importanti e momenti personali. La cantante ha descritto il legame con il compagno Paolo, una storia che dura da oltre vent’anni e che si fonda su abitudini consolidate e complicità quotidiana.

Paolo, ha raccontato, è una persona molto discreta, poco incline a gesti plateali ma attenta nei dettagli. Un episodio in particolare sintetizza il suo modo di dimostrare affetto: durante il primo anno insieme, vedendo Paola soffrire per i tacchi durante le serate, le regalò un massaggiatore per i piedi. Un gesto semplice che per lei ha avuto un valore concreto.

La cantante ha definito la loro relazione una vera squadra, pur ammettendo che il compagno ha un carattere preciso e tende a notare subito ogni imperfezione. Sul fronte della gelosia, Paola ha spiegato di non provarla, nonostante il lavoro di lui a stretto contatto con modelle. Diverso, invece, l’atteggiamento di Paolo, più riservato ma incline a qualche forma di gelosia.

Le scelte su matrimonio e maternità

Nel corso dell’intervista, Paola Iezzi ha affrontato anche il tema del matrimonio. In passato una proposta c’è stata, ma non si è mai concretizzata. L’idea delle nozze, ha ammesso, le provoca inquietudine, tanto da paragonarsi con ironia a chi fugge all’ultimo momento.

Ancora più netta la posizione sulla maternità. Paola ha spiegato di aver scelto consapevolmente di non avere figli, una decisione condivisa con il compagno. In quel periodo, ha raccontato, entrambi stavano costruendo il proprio percorso professionale e personale, e l’arrivo di un figlio avrebbe cambiato radicalmente quell’equilibrio.

Alla base della scelta c’è stata anche una riflessione molto concreta: diventare madre, per lei, significa poter essere presente nella vita di un figlio. Non sentendosi nelle condizioni di garantire quella presenza, ha preferito non intraprendere quel percorso, senza rimpianti anche a distanza di anni.

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