Buoni fruttiferi scaduti, risparmiatrice perde 50mila euro a Ferrara
Una donna di Ferrara perde 50mila euro perché i buoni fruttiferi erano già prescritti da anni. Convinta durassero 20 anni, scopre solo al momento del rimborso che la scadenza reale era molto più breve.
Una risparmiatrice ferrarese si è presentata per incassare circa 50mila euro investiti in buoni fruttiferi postali, ma allo sportello ha ricevuto una risposta inattesa: quei titoli risultavano ormai prescritti. La vicenda è finita davanti al Tribunale di Ferrara, che ha respinto la richiesta di rimborso.
I buoni, appartenenti alla serie AA1, erano stati acquistati nel marzo 2001. La titolare era convinta che avessero una durata di vent’anni, con altri dieci anni a disposizione per riscuotere la somma. In realtà, secondo quanto stabilito dal decreto ministeriale che regolava quella specifica emissione, la validità era limitata a soli sei anni.
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Questo significa che il diritto a incassare il capitale e gli interessi si era esaurito già nel 2007, mentre il termine massimo per far valere la richiesta, tenendo conto della prescrizione decennale, si era chiuso nel 2017.
La donna ha sostenuto di non aver mai ricevuto il foglio informativo dettagliato, dichiarando di non essere stata messa a conoscenza delle condizioni effettive. Tuttavia il giudice ha ritenuto che tale mancanza non fosse sufficiente a giustificare la richiesta, richiamando l’indirizzo della Corte di Cassazione.
Secondo questo orientamento, il risparmiatore ha comunque l’obbligo di informarsi sulle caratteristiche dei titoli sottoscritti, anche attraverso la consultazione della Gazzetta Ufficiale, dove sono pubblicati i decreti che disciplinano le diverse serie di buoni.