Maradona, riparte il processo sulla morte tra accuse ai medici e nuove testimonianze

Diego Armando Maradona torna al centro delle aule giudiziarie a sei anni dalla morte per chiarire se fu lasciato senza cure adeguate durante la convalescenza a casa. A Buenos Aires riparte il processo dopo l’annullamento del primo.

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Maradona, riparte il processo sulla morte tra accuse ai medici e nuove testimonianze

Davanti al tribunale di San Isidro, alle porte di Buenos Aires, i tifosi hanno ripreso a cantare per Diego Armando Maradona mentre si apre un nuovo capitolo giudiziario sulla sua morte, avvenuta nel novembre 2020. Il procedimento ricomincia da zero dopo l’annullamento del precedente processo, travolto da uno scandalo legato alla registrazione clandestina delle udienze da parte di un giudice.

In aula, il pubblico ministero Patricio Ferrari ha presentato una ricostruzione dura degli ultimi giorni dell’ex campione. Secondo l’accusa, il ricovero domiciliare nella casa di Tigre si trasformò in una situazione priva di controlli adeguati, con cure insufficienti e una gestione definita gravemente negligente. Per la procura, non si trattò di un evento inevitabile, ma del risultato di una serie di omissioni.

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Sul banco degli imputati siedono sette professionisti sanitari, tra cui il neurochirurgo Leopoldo Luque, la psichiatra Agustina Cosachov e lo psicologo Carlos Díaz, oltre ad altri operatori coinvolti nell’assistenza. Le accuse parlano di omicidio e prevedono pene che possono arrivare fino a 25 anni di carcere. Gli inquirenti sostengono che non furono rispettati i controlli minimi e che segnali evidenti del peggioramento delle condizioni del paziente vennero ignorati.

Durante l’udienza, l’avvocato Fernando Burlando, che rappresenta le figlie Dalma e Gianinna, ha accusato apertamente gli imputati, parlando di una gestione sanitaria definita irresponsabile. Le sue parole hanno acceso il clima in aula, già teso per la presenza dei familiari e dei media.

La difesa ha invece respinto ogni addebito, sostenendo che Maradona fosse una persona difficile da seguire sul piano medico e incline a rifiutare terapie e controlli. Gli avvocati puntano a dimostrare che il comportamento del paziente avrebbe limitato l’intervento dei professionisti. Una dichiarazione, secondo cui lo stesso Diego non avrebbe voluto condanne, ha provocato la reazione delle figlie presenti.

Il processo si annuncia lungo e complesso, con oltre cento testimoni convocati. Le udienze, fissate due volte a settimana, dovrebbero andare avanti per circa tre mesi. Al centro del dibattimento restano le condizioni delle ultime settimane di vita del campione, trascorse in un’abitazione ritenuta, secondo l’accusa, priva delle attrezzature necessarie per affrontare le sue patologie.