Trump rompe con Meloni e attacca i leader mondiali, dallo scontro sul Papa alle tensioni con Merkel e Macron
Donald Trump rompe con Giorgia Meloni dopo le critiche al Papa e la replica della premier. Lo scontro esplode il 14 aprile 2026 con accuse dirette, segnando un nuovo caso nei rapporti tesi del tycoon con diversi leader internazionali.
Il 14 aprile 2026 segna la rottura tra Donald Trump e Giorgia Meloni. Il presidente americano attacca pubblicamente la premier italiana con parole dure, dichiarandosi sorpreso dalla sua posizione e mettendo in discussione il suo coraggio politico.
Il contrasto nasce nei giorni precedenti, quando Trump critica apertamente il Pontefice, accusandolo di debolezza sulla sicurezza e scarsa efficacia in politica estera. Le dichiarazioni provocano reazioni immediate e Meloni prende le distanze, definendole inaccettabili. La presa di posizione segna il primo vero distacco tra i due.
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Non è la prima volta che Trump entra in rotta di collisione con altri leader. Nel giugno 2018, durante il G7 in Canada, il rapporto con Angela Merkel si incrina visibilmente. La cancelliera difende una linea rigorosa su commercio e contributi alla Nato, mentre Trump insiste sul riequilibrio degli impegni europei. L’assenza di una stretta di mano davanti ai fotografi diventa il simbolo di un rapporto mai consolidato.
Nello stesso vertice si consuma anche lo scontro con il premier canadese Justin Trudeau. Dopo l’incontro, Trump lo attacca sui social definendolo disonesto e debole, criticando la sua posizione sui dazi e sugli scambi commerciali. L’episodio rappresenta uno dei primi attriti pubblici della sua presidenza.
Con Emmanuel Macron il rapporto parte con segnali di sintonia, ma si deteriora rapidamente. Le divergenze emergono quando la Francia spinge per una maggiore autonomia europea. Nel 2019 Macron mette in discussione la Nato, mentre Trump accusa gli alleati di sfruttare la protezione americana. Da quel momento i rapporti restano tesi.
La frattura più netta si consuma però negli Stati Uniti. Il 6 gennaio 2021, durante l’assalto al Congresso, il vicepresidente Mike Pence rifiuta di bloccare la certificazione della vittoria di Joe Biden. La scelta segna una rottura definitiva con Trump, che non perdona quella decisione.
Il caso Meloni si inserisce in questo schema. La presidente del Consiglio mantiene una linea prudente sul piano internazionale, cercando un equilibrio anche con il Vaticano. Una posizione che a Washington viene interpretata come distanza politica. In un contesto in cui Trump privilegia la fedeltà diretta, anche una divergenza limitata può trasformarsi in uno scontro aperto.