Matilda De Angelis tra Lidia Poët, femminismo e il dubbio sul boicottaggio dei David

Matilda De Angelis torna a parlare della lotta femminista e del suo ruolo in Lidia Poët mentre si prepara all’ultima stagione della serie, riflettendo su diritti, industria audiovisiva e sulla possibile scelta di non partecipare ai David 2026.

Matilda De Angelis
Matilda De Angelis tra Lidia Poët, femminismo e il dubbio sul boicottaggio dei David

Matilda De Angelis si avvicina all’addio al personaggio di Lidia Poët, protagonista della serie Netflix ambientata nell’Ottocento italiano, disponibile dal 15 aprile con la terza e ultima stagione. L’attrice racconta come il lavoro sul set abbia riportato al centro temi ancora attuali, a partire dalle difficoltà legate alla legittima difesa, argomento che ancora oggi trova ostacoli nei tribunali.

Il confronto con il regista Matteo Rovere è stato costante, soprattutto sulla costruzione del finale e sulla possibilità che la protagonista riuscisse a ottenere giustizia. De Angelis spiega di aver messo spesso in discussione ogni scelta narrativa, cercando di mantenere credibile il percorso del personaggio anche nei momenti più complessi.

Leggi anche: Matilda De Angelis racconta l'ansia e la rinascita tra terapia e nuova consapevolezza

Nel racconto della serie emerge anche il ruolo degli uomini che sostengono la protagonista. Per l’attrice, la battaglia femminista non deve essere interpretata come uno scontro tra generi, ma come un percorso condiviso. Un cambiamento che, secondo lei, può avvenire solo con il contributo di tutti, senza divisioni.

Guardando alla realtà di oggi, De Angelis non individua una figura simbolo del cambiamento, ma parla di una crescita di consapevolezza che parte dalle persone comuni. Un movimento diffuso, che trova forza soprattutto nelle nuove generazioni, chiamate a confrontarsi con un presente difficile.

L’attrice si sofferma anche sullo stato dell’industria audiovisiva italiana, sottolineando la necessità di sostenere i giovani registi. Ricorda il suo esordio con “Veloce come il vento” e il sostegno ricevuto proprio da Rovere, evidenziando quanto sia fondamentale offrire occasioni concrete a chi inizia. Un impegno che sente anche come responsabilità personale, in quanto parte della stessa generazione.

Resta aperta la questione legata ai David di Donatello 2026, dove è candidata per il film “Fuori” di Mario Martone. Il movimento “Siamo ai titoli di coda” ha invitato al boicottaggio della cerimonia, ma De Angelis non ha ancora preso una decisione. Sta valutando se rinunciare oppure utilizzare quel palco per esprimere una posizione, consapevole della difficoltà di una scelta che, a suo avviso, non deve trasformarsi in un gesto controproducente.