Francis Kaufmann tra deliri e accuse, scontro sulla sua capacità di affrontare il processo
Francis Kaufmann si dichiara Dio e parla di complotti mentre affronta l’accusa di duplice omicidio a Roma. La perizia psichiatrica indica cure farmacologiche, ma gli esperti dell’accusa contestano l’attendibilità delle sue condizioni mentali.
Nel corso delle valutazioni mediche disposte dalla Corte d’Assise di Roma, Francis Kaufmann, cittadino americano imputato per l’uccisione della compagna Anastasia Trofimova e della figlia Andromeda a Villa Pamphilj, ha pronunciato frasi sconnesse e cariche di delirio. «Io sono Dio» ha dichiarato, sostenendo anche di percepire una forza superiore e di non poter essere fermato.
La perizia psichiatrica ha indicato la necessità di avviare una terapia farmacologica e di rivalutare le sue condizioni entro un mese. I giudici non hanno ancora deciso se riconoscere una temporanea incapacità dell’imputato a partecipare al processo, riservandosi ulteriori approfondimenti prima di assumere una posizione definitiva.
Durante gli esami, Kaufmann ha sostenuto di essere imparentato con Harrison Ford e di rappresentare la reincarnazione di figure storiche e religiose come Gesù Cristo, Lenin e Napoleone. Ha inoltre parlato di cloni creati dai governi di Russia e Cina, affermando però di non avere alcun controllo su di loro.
Le conclusioni dei periti nominati dal tribunale sono state però messe in discussione dai consulenti della Procura e delle parti civili. Il pubblico ministero Antonio Verdi ha criticato la limitata durata delle osservazioni, sostenendo che l’imputato avrebbe costruito nel tempo un comportamento studiato per trarre in inganno gli specialisti.
Sulla stessa linea la psicologa forense Roberta Bruzzone, che ha parlato di una simulazione evidente. Secondo la consulente, Kaufmann sarebbe pienamente consapevole della gravità dei fatti contestati e starebbe cercando di apparire instabile per evitare le conseguenze giudiziarie delle accuse.