Sandra Milo, la figlia Debora racconta il rapimento e la fuga dalla Grecia
Debora Ergas racconta il rapimento subito da bambina nel 1967 dal padre e la fuga dalla Grecia grazie a Sandra Milo, che riuscì a riportarla in Italia con un passaporto falso, affrontando poi anni di processi e difficoltà economiche.
Debora Ergas ripercorre uno dei capitoli più difficili della sua infanzia, quando nel 1967 il padre la portò via dalla madre, Sandra Milo, trasferendola in Grecia. Aveva appena quattro anni e si ritrovò lontana dall’Italia in un periodo segnato dal colpo di Stato. La situazione legale complicava tutto, perché la bambina non era stata riconosciuta dalla madre e risultava avere un passaporto greco.
L’attrice non si arrese e riuscì a raggiungere Atene in condizioni rischiose. Una volta arrivata, prese con sé la figlia e la nascose per evitare controlli. L’uscita dal Paese fu possibile grazie all’intervento di un ambasciatore, che fornì un documento italiano non regolare. Madre e figlia salirono su un traghetto con gli ultimi soldi disponibili, mentre la bambina viaggiava coperta da un cappotto per non attirare attenzioni.
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All’arrivo a Brindisi, la situazione era drammatica. Senza denaro, le due passarono del tempo su una panchina prima di trovare una soluzione. Da quel momento iniziò una lunga battaglia legale: Sandra Milo affrontò decine di procedimenti giudiziari per ottenere definitivamente la custodia della figlia, sostenendo spese che la portarono a gravi difficoltà economiche.
Nel racconto emerge anche il rapporto tra madre e figlia, fatto di affetto ma anche di differenze profonde. Debora non ha seguito la carriera artistica della madre, scegliendo invece il giornalismo e dedicandosi alla cronaca nera, una strada lontana dal mondo dello spettacolo che aveva segnato la vita di Sandra Milo.
La figlia ricorda infine gli ultimi giorni accanto all’attrice, segnati dalla malattia. Un periodo breve ma intenso, vissuto tra sofferenza e consapevolezza. La morte della madre, racconta, è arrivata come una liberazione dal dolore, un momento difficile che le ha dato comunque la forza di affrontare il distacco.
Tra i ricordi più duri resta anche il rapporto con il padre. Debora racconta episodi estremi, tra cui l’ipotesi di un ricovero forzato e giorni trascorsi da sola, conseguenze di una situazione familiare segnata da tensioni e decisioni drastiche.