Ucraina Russia: riprendono i raid con droni dopo la tregua pasquale

Ucraina e Russia tornano a colpirsi con droni dopo la pausa pasquale, interrotta da accuse reciproche di violazioni. Kiev denuncia vittime e danni alla rete elettrica, mentre Mosca rivendica abbattimenti sul proprio territorio.

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Ucraina Russia: riprendono i raid con droni dopo la tregua pasquale

Dopo una pausa di 32 ore per la Pasqua ortodossa, Ucraina e Russia sono tornate a colpirsi con attacchi aerei senza pilota. Nella giornata di lunedì 13 aprile, secondo Kiev, le forze russe hanno lanciato 98 droni, la maggior parte dei quali intercettati dalle difese ucraine.

Lo Stato Maggiore ucraino accusa Mosca di aver infranto la tregua migliaia di volte, parlando di oltre 10.700 violazioni. Nelle ultime 24 ore si registrano almeno due morti e sei feriti in seguito ai bombardamenti. Dal lato opposto, le autorità russe dichiarano di aver abbattuto 33 droni ucraini diretti verso il proprio territorio.

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Gli attacchi hanno colpito anche le infrastrutture energetiche. L’operatore statale Ukrenergo riferisce che i raid russi hanno causato blackout in alcune aree delle regioni di Zaporizhzhia e Chernihiv, lasciando senza elettricità numerosi cittadini nelle prime ore della mattina.

Intanto Mosca rafforza la sicurezza attorno alle residenze presidenziali. A Valdai sono stati installati nuovi sistemi di difesa Pantsir-S1, portando il totale a 27 postazioni distribuite su due anelli di protezione, insieme a un sistema S-400. Secondo immagini satellitari, sono in corso lavori per ampliare ulteriormente la rete difensiva.

Misure simili erano già state adottate nella residenza di Sochi, con divieti di volo per droni e restrizioni alla navigazione entro un raggio di oltre tre chilometri. Rafforzamenti analoghi erano stati introdotti anche a Novo-Ogarevo, nei pressi di Mosca, tra il 2023 e il 2025.

Sul fronte europeo, resta bloccato il piano da 90 miliardi di euro destinato all’Ucraina per il biennio 2026-2027, insieme al ventesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia. Le misure, già discusse a livello Ue, non hanno ancora ricevuto il via libera a causa dell’opposizione di Ungheria e Slovacchia.