Greta Thunberg lascia la Svezia e sceglie una vita itinerante

Greta Thunberg annuncia che lascerà la Svezia per timori legati alla crescita di movimenti ostili, scegliendo una vita itinerante con uno zaino e ospitalità da amici mentre prosegue il suo impegno sociale.

Greta Thunberg
Greta Thunberg lascia la Svezia e sceglie una vita itinerante

Greta Thunberg ha deciso di lasciare la Svezia, spiegando di non sentirsi più al sicuro nel suo Paese. L’attivista ha raccontato che intende spostarsi senza una base fissa, vivendo con uno zaino e fermandosi di volta in volta a casa di amici, anche dormendo sul pavimento delle loro cucine.

L’annuncio arriva durante un’intervista concessa al quotidiano svedese Dagens Etc, in occasione dell’uscita di un documentario che ripercorre sette anni di mobilitazioni legate al movimento Fridays for Future. Il film segue la sua attività fin dagli inizi, quando a 15 anni iniziò a protestare ogni venerdì davanti al Parlamento di Stoccolma per chiedere interventi concreti contro la crisi climatica.

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Da quella protesta solitaria nacque un movimento globale che l’ha portata tra le figure più influenti al mondo secondo la rivista Time. Accanto al sostegno ricevuto, però, non sono mancate reazioni ostili, tra critiche sui social e minacce, che secondo Thunberg potrebbero riemergere con la diffusione del documentario.

Oggi, a 23 anni, l’attivista segue un corso a distanza per diventare assistente infermiera e continua a portare avanti le sue battaglie. Oltre al tema ambientale, si è esposta su questioni legate ai diritti umani, dal sostegno alla comunità Saami fino alle prese di posizione sulla situazione a Gaza.

Nel documentario viene raccontato anche il cambiamento del clima attorno al movimento. «Siamo passati dall’essere sostenuti all’essere etichettati come estremisti», ha spiegato, denunciando una crescente difficoltà a far ascoltare le proprie posizioni.

Alla base della scelta di lasciare la Svezia c’è la percezione di un peggioramento del contesto sociale. Thunberg parla di una diffusione di correnti ostili verso chi difende valori come empatia e fiducia nella ricerca scientifica, un fenomeno che, a suo dire, non riguarda solo il suo Paese.

Il documentario, intitolato “Strejkarna” e diretto da Helena Molin, arriverà nelle sale svedesi il 15 maggio e racconta l’evoluzione del movimento e le difficoltà incontrate negli ultimi anni.