Morto a Milano il fotografo Mario Carrieri protagonista del secondo Novecento

Mario Carrieri è morto a Milano a 93 anni dopo una vita dedicata alla fotografia e alla ricerca artistica. Autore di immagini sulla città e sull’arte, aveva raccontato Milano e il patrimonio culturale con uno sguardo personale.

Mario Carrieri
Morto a Milano il fotografo Mario Carrieri protagonista del secondo Novecento

Si è spento nella sua abitazione di Milano Mario Carrieri, tra i fotografi italiani più rappresentativi del secondo Novecento. Aveva 93 anni. L’ultimo saluto è previsto martedì 14 aprile alla Casa Funeraria San Siro, in via Corelli, dalle 14 alle 16.30.

Nato il 5 novembre 1932, figlio del poeta e critico d’arte Raffaele Carrieri, si avvicina presto al mondo dell’immagine. All’inizio degli anni Cinquanta entra alla Mondadori, dove lavora alla catalogazione dell’archivio fotografico del settimanale Epoca, appena lanciato sul mercato.

Leggi anche: Morto Mario Colombo, guida storica di Colmar e protagonista del made in Italy sportivo

Nel corso del decennio si dedica anche alla realizzazione di cortometraggi pubblicitari, alcuni trasmessi durante Carosello, ottenendo premi al Festival del Cinema pubblicitario della Fiera Campionaria del 1956. Nel 1957 decide però di interrompere queste attività per concentrarsi su un ampio progetto fotografico dedicato a Milano.

Tra gennaio e agosto del 1958 realizza circa 3.500 scatti all’interno della cinta daziaria della città. Una selezione di 134 immagini confluisce nel volume “Milano, Italia”, pubblicato nel 1959. Il libro inizialmente non ottiene grande attenzione, ma riceve il sostegno del fotografo Ugo Mulas, con cui Carrieri stringe un rapporto destinato a durare nel tempo. Negli anni successivi diverse fotografie entrano nelle collezioni del Museum of Modern Art di New York e di musei europei.

All’inizio degli anni Sessanta lavora al cortometraggio “I Cinque Dolori”, ispirato ai versi di Eugenio Montale, mentre prende forma anche un progetto su Dylan Thomas che non verrà mai completato. Per oltre quindici anni viaggia in tutto il mondo su incarico di Amilcare Pizzi, realizzando immagini per una collana sull’arte promossa dall’Unesco, con particolare attenzione alla scultura antica.

Negli anni Settanta si trasferisce nello studio milanese lasciato da Ugo Mulas e avvia collaborazioni con importanti architetti come Aldo Rossi, Renzo Piano, Norman Foster, Richard Meier e Rem Koolhaas. Nello stesso periodo lavora anche a un ampio progetto fotografico su Venezia, senza però riuscire a trasformarlo nel libro che aveva immaginato.

Tra il 1975 e il 1977 realizza una serie di immagini dedicate alla scultura africana, esposte nel 1981 al Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano. Dalla fine degli anni Settanta concentra la propria ricerca sulla natura morta, costruendo nel tempo un vasto corpus di opere.

Negli anni Novanta si dedica alla fotografia delle opere di Auguste Rodin, contribuendo a una mostra itinerante internazionale e al volume “Rodin: Plasters and Bronzes”. Parallelamente porta avanti per oltre quarant’anni un lavoro sui fiori, culminato nel 2023 nella mostra “Amati fiori” alle Gallerie d’Italia di Milano, con grandi immagini legate alla riflessione sulla condizione umana.

Amata Bellezza, Fiori e Visioni di Mario Carrieri alla Triennale

Video Amata Bellezza, Fiori e Visioni di Mario Carrieri alla Triennale