Omicidio di Bucchianico, processo da rifare per Cristiano De Vincentiis sulla pena

Cristiano De Vincentiis torna a processo per l’omicidio della madre dopo che la Cassazione ha annullato parte della sentenza per rivalutare la pena, alla luce dello scontro avvenuto in casa a Bucchianico nel 2022.

Bucchianico
Omicidio di Bucchianico, processo da rifare per Cristiano De Vincentiis sulla pena

La vicenda giudiziaria legata a Cristiano De Vincentiis riparte da capo per quanto riguarda la pena. La Corte di Cassazione ha infatti cancellato la decisione di secondo grado limitatamente al calcolo della sanzione, disponendo un nuovo esame davanti alla Corte d’assise d’appello di Perugia.

L’uomo, oggi 53enne, era stato condannato all’ergastolo in primo grado per aver ucciso la madre, Paola De Vincentiis, con 34 coltellate nella loro abitazione di Bucchianico il 19 ottobre 2022. In appello, però, la pena era stata ridotta a 24 anni, decisione contestata dalla difesa che ha portato il caso davanti ai giudici supremi.

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Il nuovo giudizio dovrà stabilire con precisione il peso tra due elementi opposti: da un lato l’aggravante del legame familiare, dall’altro l’attenuante della provocazione. Proprio questo equilibrio sarà al centro della valutazione della corte umbra, chiamata a ridefinire la condanna.

Secondo quanto ricostruito durante il processo, la notte del delitto non fu caratterizzata da un’aggressione a senso unico. I soccorritori intervenuti trovarono De Vincentiis ferito e coperto di sangue sulle scale dell’abitazione. Le indagini hanno evidenziato che la madre lo avrebbe colpito mentre dormiva, utilizzando un coltello da cucina e uno schiaccianoci.

Ne sarebbe nata una violenta colluttazione durante la quale il figlio riuscì a disarmarla. A quel punto, però, la reazione si trasformò in una sequenza di colpi: prima dieci fendenti al torace, poi altri ventiquattro quando la donna era già a terra. Un’escalation di violenza che ha segnato l’intero procedimento.

La decisione della Cassazione non mette in discussione la responsabilità penale, ma riapre il nodo della proporzionalità della pena. I giudici di Perugia dovranno quindi concentrarsi esclusivamente su questo aspetto, valutando quanto l’aggressione iniziale possa aver inciso sull’azione del figlio.