La famiglia nel bosco verso il film Netflix dopo il caso in Abruzzo

La famiglia Birmingham-Trevallion finisce al centro di un possibile film Netflix dopo il caso esploso per l’intossicazione da funghi in Abruzzo. La loro vita isolata e lo scontro con le istituzioni diventano una storia pronta per il cinema.

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La famiglia nel bosco verso il film Netflix dopo il caso in Abruzzo

La vicenda della famiglia Birmingham-Trevallion, che ha vissuto per anni in un casolare isolato tra i boschi di Palmoli, in Abruzzo, potrebbe presto arrivare sul grande schermo. Dopo settimane di attenzione mediatica, la loro storia ha attirato anche l’interesse dell’industria cinematografica internazionale.

Secondo quanto emerso, Netflix avrebbe avviato contatti concreti per realizzare un film ispirato ai fatti. Le trattative sarebbero già in fase avanzata e avrebbero ricevuto il via libera sia dai legali della coppia anglo-australiana sia dalla struttura di Vasto dove si trovano attualmente i tre figli.

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Il racconto dovrebbe partire dall’episodio che ha fatto emergere il caso, cioè il soccorso del settembre 2024, quando tutta la famiglia rimase intossicata dopo aver ingerito funghi. Da quel momento si sono attivati controlli e interventi che hanno portato all’allontanamento dei minori.

La sceneggiatura metterebbe in scena il contrasto tra la vita immersa nella natura, scelta dai genitori, e le conseguenze concrete di quella decisione. Da una parte l’isolamento volontario, dall’altra l’ingresso improvviso nel sistema sanitario e nei controlli dei servizi sociali.

Intanto i tre bambini restano affidati a una struttura protetta, dove stanno affrontando un percorso di integrazione sociale e scolastica. Una decisione presa lo scorso novembre per garantire loro esperienze fino a quel momento assenti, come la scuola e il contatto con i coetanei.

Sul piano giudiziario, la situazione resta aperta. Il 14 aprile il Tribunale dei minori dell’Aquila accoglierà la nuova presidente Nicoletta Orlandi, che prende il posto di Cecilia Angrisano. Spetterà a lei seguire un caso che continua a dividere tra libertà educativa dei genitori e tutela dei diritti dei minori.