Brescia, professore ottiene lo stop al pensionamento e torna in aula
Il professor Franco Manni contesta il pensionamento a 67 anni e ottiene dal giudice una nuova valutazione, dopo che la scuola aveva disposto lo stop automatico alla carriera senza considerare le nuove norme.
Franco Manni, insegnante di Storia e Filosofia al liceo “Leonardo” di Brescia, ha deciso di non accettare il pensionamento imposto al compimento dei 67 anni e si è rivolto al Tribunale del lavoro. Il giudice gli ha dato ragione, annullando il provvedimento e ordinando all’amministrazione scolastica di riesaminare la sua posizione.
Il docente, oggi 66 anni e in servizio dal 1986, avrebbe dovuto lasciare la cattedra dal 1° settembre 2026. Una decisione che avrebbe chiuso oltre tre decenni di insegnamento. Il tribunale ha invece stabilito che prima di confermare l’uscita dal lavoro è necessario un approfondimento completo del caso.
Al centro della vicenda c’è la normativa introdotta con la Legge di Bilancio 2025, che consente alle pubbliche amministrazioni di trattenere i dipendenti fino a 70 anni. Secondo la difesa del professore, questa possibilità non era stata valutata correttamente dalla scuola, che aveva escluso l’applicazione della norma al settore dell’istruzione.
L’istituto aveva infatti ritenuto che mancassero i decreti attuativi necessari per applicare la nuova disposizione. Una lettura che il giudice non ha condiviso, accogliendo il ricorso e imponendo una nuova analisi che tenga conto sia della legge aggiornata sia delle condizioni professionali del docente.
Nel riesame peseranno anche esperienza e capacità ancora attuali dell’insegnante, ritenuto pienamente operativo. Manni sostiene da tempo che l’allontanamento automatico dei docenti ancora attivi privi la scuola di competenze preziose e continuità didattica.
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