Sara Piffer investita e uccisa, il conducente chiede un incontro ai genitori
Sara Piffer è morta a 19 anni dopo essere stata investita durante un allenamento in bici, travolta da un’auto mentre pedalava con il fratello a Mezzocorona. Ora l’uomo alla guida chiede di incontrare la famiglia per scusarsi.
Il 72enne coinvolto nell’incidente che il 24 gennaio 2025 è costato la vita a Sara Piffer ha chiesto di poter incontrare i genitori della giovane per esprimere le proprie scuse. L’uomo, residente a Mezzocorona ed ex falegname, ha avanzato la richiesta tramite il suo legale, l’avvocato Claudio Severini.
L’episodio si è verificato lungo via Cesare Battisti, tra Mezzocorona e Mezzolombardo, in provincia di Trento. La ragazza stava pedalando insieme al fratello Christian durante un allenamento quando è stata colpita da un’auto proveniente dalla direzione opposta. Secondo quanto ricostruito, il veicolo avrebbe invaso la corsia durante un sorpasso, travolgendo la giovane ciclista.
Per l’accaduto, il conducente ha patteggiato una pena di due anni con sospensione per omicidio stradale. In una lettera riportata dal suo avvocato, l’uomo si è detto profondamente scosso e incapace di accettare quanto accaduto.
La famiglia Piffer avrebbe dato disponibilità a incontrarlo. Sara, che aveva 19 anni, coltivava il sogno di diventare una ciclista professionista e si allenava con costanza, spesso insieme al fratello. Quella uscita in bicicletta si è trasformata in tragedia lungo una strada che percorreva abitualmente.
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