Matteo Brandimarti morto nella spa di Pennabilli, donati gli organi del 12enne
Matteo Brandimarti è morto a 12 anni dopo un incidente nella spa di un hotel a Pennabilli causato dal risucchio della vasca idromassaggio. Il ragazzo era in vacanza con i genitori per Pasqua quando è rimasto intrappolato sott’acqua per minuti.
Matteo Brandimarti non ce l’ha fatta dopo il grave incidente avvenuto nella spa dell’hotel Duca di Montefeltro a Pennabilli, in provincia di Rimini. Il dodicenne, rimasto vittima di un risucchio nella vasca idromassaggio, è stato dichiarato in morte cerebrale e i medici hanno interrotto i supporti vitali. La famiglia ha autorizzato la donazione degli organi, compiendo una scelta di grande generosità.
La tragedia si è consumata la mattina di Pasqua, intorno alle 10.30. Matteo si trovava nella piscina insieme ai genitori e agli zii, arrivati da San Benedetto del Tronto per trascorrere qualche giorno di vacanza. All’improvviso è stato trascinato sott’acqua da un bocchettone di aspirazione che gli ha bloccato una gamba, impedendogli di riemergere.
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Nonostante la profondità limitata della vasca, poco più di un metro, il ragazzo è rimasto sul fondo per circa cinque minuti. Solo dopo lo spegnimento dell’impianto è stato possibile liberarlo. I sanitari del 118 sono intervenuti rapidamente e, dopo lunghe manovre, sono riusciti a far ripartire il cuore del dodicenne prima del trasferimento d’urgenza all’ospedale Infermi di Rimini.
Le condizioni di Matteo sono apparse subito gravissime a causa della prolungata mancanza di ossigeno. Il quadro clinico non è mai migliorato e, nelle ore successive, è arrivata la conferma della morte cerebrale.
Sul caso indaga la Procura di Rimini, che ha modificato l’ipotesi di reato in omicidio colposo. La zona benessere dell’albergo è stata sequestrata e i carabinieri hanno già raccolto le testimonianze di familiari e dipendenti presenti al momento dell’incidente.
Gli accertamenti si concentrano sull’impianto della vasca idromassaggio. Gli ispettori dello Spresal stanno verificando la presenza e l’idoneità delle griglie di protezione nei bocchettoni di aspirazione. Tra le ipotesi al vaglio c’è quella di dispositivi non conformi o mancanti, che avrebbero reso il risucchio troppo potente.