Emergenza cherosene in Europa: voli a rischio da maggio e scorte limitate anche in Italia
L’Europa rischia carenza di carburante per aerei già da maggio a causa del blocco delle petroliere dal Golfo Persico. Le scorte calano rapidamente e in alcuni Paesi potrebbero bastare solo per pochi giorni.
Il sistema del trasporto aereo europeo si avvicina a una fase critica per la disponibilità di cherosene. Le forniture potrebbero non bastare già nelle prossime settimane, con un impatto diretto sui voli programmati per l’estate. Le stime indicano un possibile esaurimento delle scorte tra la seconda e la terza settimana di maggio, considerando anche gli ultimi arrivi via mare dal Golfo Persico.
La situazione, inizialmente considerata improbabile, si è aggravata rapidamente. In diversi aeroporti europei sono già state introdotte limitazioni nei rifornimenti, con quantità ridotte per ogni volo e priorità assegnata ai collegamenti di linea rispetto all’aviazione privata. Una gestione discreta, senza comunicazioni ufficiali, ma che riflette una tensione crescente.
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Alla base del problema c’è una forte dipendenza dall’estero. Circa il 43% del jet fuel utilizzato in Europa proviene dal Golfo Persico. Il rallentamento delle petroliere ha ridotto drasticamente i volumi disponibili proprio alla vigilia dell’alta stagione turistica. Le raffinerie europee operano già al massimo e non possono aumentare la produzione nel breve periodo.
Le riserve interne non offrono margini ampi. Solo due Paesi europei disporrebbero di scorte sufficienti per coprire tre mesi di consumi, mentre la maggior parte si fermerebbe a poche settimane. In alcuni casi si scenderebbe sotto i dieci giorni prima di arrivare allo stop delle attività aeroportuali.
Se i flussi non riprenderanno in tempi rapidi, si procederà prima con l’utilizzo delle riserve strategiche e successivamente con tagli più incisivi alle forniture negli aeroporti. Le aree più esposte risultano essere diversi Stati dell’Europa orientale e alcune nazioni di dimensioni ridotte nell’Europa occidentale.
In Italia le scorte garantirebbero tra i 30 e i 60 giorni di autonomia. Il carburante per gli aerei sarebbe quindi assicurato fino alla fine di maggio, ma le prospettive successive restano incerte. A pesare è anche l’assenza di una strategia comune a livello europeo per la gestione della crisi.
Un eventuale ripristino del traffico nello Stretto di Hormuz non basterebbe a risolvere il problema nell’immediato. Le compagnie devono affrontare costi assicurativi elevati e tempi tecnici lunghi: le petroliere più grandi potrebbero impiegare fino a due mesi per raggiungere l’Europa con nuovi carichi.
Tra le possibili alternative resta il mercato statunitense, ma con incognite sui prezzi e sulle condizioni di fornitura. Nei prossimi giorni le istituzioni europee analizzeranno i dati aggiornati sulle scorte per definire interventi urgenti e coordinare la distribuzione del carburante disponibile.