Violenza di gruppo dopo la festa promozione a Bra, tre calciatori a processo
La 20enne studentessa torinese ha denunciato una violenza sessuale di gruppo avvenuta durante una festa calcistica a Bra, dopo aver rifiutato un rapporto collettivo. Foto e video sarebbero stati diffusi tra i compagni di squadra.
Una serata di festa per la promozione in Serie C si è trasformata in un incubo per una studentessa universitaria di vent’anni. I fatti risalgono a Bra, in provincia di Cuneo, dove tre calciatori sono finiti sotto accusa per violenza sessuale di gruppo. La giovane ha raccontato di aver conosciuto uno dei giocatori durante i festeggiamenti e di aver rifiutato una proposta esplicita di rapporto con più persone.
Nonostante il rifiuto iniziale, la ragazza ha deciso di seguire il calciatore a casa sua dopo aver bevuto. Agli investigatori ha spiegato di essere attratta da lui e di aver accettato un momento di intimità. La situazione, però, sarebbe degenerata poco dopo: secondo la denuncia, altri due giocatori si sarebbero uniti contro la sua volontà, dando luogo a rapporti sessuali multipli.
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Il caso ha assunto contorni ancora più gravi quando, secondo quanto emerso durante le indagini, foto e video dell’accaduto sarebbero stati condivisi nella chat della squadra, accompagnati da messaggi celebrativi. La giovane ha riferito di essersi sentita trattata come un oggetto da esibire.
I tre imputati hanno chiesto di essere giudicati con rito abbreviato e nel frattempo hanno lasciato la società sportiva. Oltre all’accusa principale, uno di loro deve rispondere anche di diffusione illecita di immagini a contenuto sessuale.
Il giorno successivo ai fatti, la studentessa si è rivolta all’ospedale Sant’Anna di Torino, dove i medici le hanno confermato che quanto accaduto non era avvenuto con il suo consenso. Spinta anche da un’amica, ha deciso di presentare denuncia, dando avvio all’inchiesta coordinata dal pubblico ministero.
Durante le indagini sono stati sequestrati i telefoni degli indagati e ascoltati altri membri della squadra. La giovane, nel frattempo, ha affrontato un periodo difficile: è stata ricoverata più volte per tentativi di suicidio legati all’assunzione eccessiva di farmaci e ha interrotto temporaneamente gli studi universitari, poi ripresi nei mesi successivi.
Attraverso il suo legale ha raccontato di convivere ogni giorno con un forte senso di vergogna, mentre il procedimento giudiziario prosegue per accertare le responsabilità dei tre calciatori coinvolti.