Michael Jackson, il biopic riscritto per un accordo legale sulle accuse del 1993

Michael Jackson vede il suo biopic riscritto per un vincolo legale legato alle accuse del 1993. Una clausola impedisce di citare uno degli accusatori, costringendo la produzione a tagliare scene cruciali e rifare il finale.

Michael Jackson
Michael Jackson, il biopic riscritto per un accordo legale sulle accuse del 1993

Il film dedicato a Michael Jackson, diretto da Antoine Fuqua, ha cambiato volto durante la post-produzione. Il progetto, pensato per raccontare anche i momenti più controversi della vita del cantante, ha dovuto rinunciare alle sequenze legate alle accuse di molestie sui minori per un problema giuridico emerso in corso d’opera.

Nella versione iniziale, la storia si apriva con l’irruzione della polizia nel ranch di Neverland nel 1993. Una scena intensa mostrava il protagonista, interpretato da Jaafar Jackson, mentre osservava il proprio riflesso illuminato dalle luci delle sirene. Era l’ingresso diretto nel capitolo più delicato della carriera dell’artista, poi eliminato completamente dal montaggio definitivo.

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La decisione non nasce da una scelta narrativa, ma da un vincolo contrattuale risalente a decenni fa. Gli avvocati coinvolti nella produzione si sono accorti che includere riferimenti a uno degli accusatori, Jordan Chandler, avrebbe violato un accordo di riservatezza ancora valido. Il contratto impedisce qualsiasi citazione o rappresentazione del suo nome in opere cinematografiche.

Per evitare conseguenze legali, la produzione ha dovuto intervenire in fretta, modificando parti centrali della trama. Il calendario è stato rivisto più volte e l’uscita del film, inizialmente prevista per aprile 2025, è slittata fino ad aprile 2026. Nel frattempo, il cast è tornato sul set per oltre tre settimane di nuove riprese, necessarie a costruire un finale alternativo.

Le modifiche hanno inciso anche sul budget. Il costo complessivo del progetto, già stimato in 155 milioni di dollari, è aumentato di altri 10-15 milioni. A sostenere la spesa extra sono stati direttamente gli eredi del cantante, che hanno scelto di coprire i costi aggiuntivi legati all’errore legale.

In cambio, la famiglia ha rafforzato il proprio controllo sulla pellicola. Resta aperta la questione su come il regista e lo sceneggiatore John Logan abbiano riorganizzato la narrazione senza includere uno degli episodi più discussi della vita dell’artista.