Bonus colf e badanti fino a 1.200 euro anche senza dichiarazione dei redditi

Il ministero dell’Economia chiarisce che colf e badanti possono ottenere fino a 1.200 euro di bonus anche senza dichiarazione dei redditi, grazie a un meccanismo che consente all’Agenzia delle Entrate di ricostruire il reddito.

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Bonus colf e badanti fino a 1.200 euro anche senza dichiarazione dei redditi

Arriva un chiarimento che modifica l’accesso al trattamento integrativo Irpef per chi lavora nel settore domestico. Il contributo, destinato ai redditi medio-bassi, può essere riconosciuto anche in assenza della dichiarazione dei redditi, superando un limite che finora aveva escluso molti lavoratori.

Il bonus può raggiungere i 100 euro al mese, fino a un massimo annuo di 1.200 euro. L’importo pieno spetta entro una certa soglia di reddito, mentre diminuisce gradualmente fino ad annullarsi quando si superano i limiti stabiliti. Si tratta di una somma che riduce le imposte dovute, aumentando di fatto il reddito disponibile.

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Nel lavoro domestico manca il sostituto d’imposta, cioè il datore che trattiene le tasse e applica automaticamente bonus e detrazioni. Per questo motivo, a differenza di altri lavoratori dipendenti, colf e badanti non ricevono il beneficio in busta paga ma devono recuperarlo in un secondo momento.

In passato il passaggio obbligato era la dichiarazione dei redditi, necessaria per ottenere quanto spettante. Senza questo adempimento, il rischio era quello di perdere completamente il bonus. Ora, invece, il diritto resta valido anche senza aver presentato il 730.

Il ministero ha chiarito che l’amministrazione fiscale può comunque verificare la posizione del lavoratore e calcolare il bonus spettante durante eventuali controlli. In questo modo, il contributo viene riconosciuto come riduzione delle imposte, anche senza una richiesta formale tramite dichiarazione.

Resta però consigliato presentare il 730, anche senza sostituto d’imposta, per ottenere il rimborso in tempi più rapidi. In alternativa, il bonus può arrivare solo dopo verifiche fiscali, con tempi più lunghi. Fondamentale che il rapporto di lavoro sia regolare e che i contributi risultino versati, perché da questi dati dipende il riconoscimento della misura.

L’importo non è automatico e varia in base al reddito e alle imposte dovute. In alcuni casi può anche non spettare. Il chiarimento amplia però la platea di chi può accedere al beneficio, evitando che venga perso per motivi burocratici.