Meningite fulminante a Pescara, donna di 51 anni muore in poche ore

Una donna di 51 anni è morta a Pescara per meningite fulminante dopo poche ore dai primi sintomi, aggravatisi rapidamente fino al decesso nonostante il ricovero immediato. Avviata la profilassi per i contatti stretti.

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Meningite fulminante a Pescara, donna di 51 anni muore in poche ore

Una donna di 51 anni è deceduta all’ospedale di Pescara dopo essere stata colpita da una meningite fulminante. I primi segnali della malattia si sono manifestati nella giornata di sabato e, vista la rapidità del peggioramento, i familiari l’hanno accompagnata subito in pronto soccorso.

All’arrivo in ospedale i medici hanno avviato gli accertamenti, ma le condizioni della paziente sono apparse fin da subito estremamente critiche. Nel giro di poche ore il quadro clinico è precipitato fino al decesso.

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Come previsto dalle procedure sanitarie, la Asl di Pescara ha attivato il tracciamento dei contatti della donna. Le persone che hanno avuto rapporti stretti con lei sono state individuate e sottoposte a profilassi per ridurre il rischio di contagio.

A livello globale la meningite continua a rappresentare una grave minaccia sanitaria. Secondo dati aggiornati al 2023, ogni anno provoca circa 259.000 morti e colpisce 2,5 milioni di persone. Più di un terzo delle vittime è costituito da bambini sotto i cinque anni.

Nonostante un calo dei casi e dei decessi rispetto agli anni Novanta, i numeri restano lontani dagli obiettivi fissati dall’Organizzazione mondiale della sanità, che punta entro il 2030 a una riduzione del 50% delle infezioni e del 70% delle morti.

La meningite è ancora oggi tra le principali cause infettive di danni neurologici permanenti. La diffusione dei vaccini ha contribuito a contenere la malattia, ma i risultati non sono uniformi e restano inferiori rispetto ad altre patologie prevenibili.

I fattori che aumentano il rischio di morte includono basso peso alla nascita, prematurità e condizioni ambientali sfavorevoli come l’inquinamento domestico e atmosferico. Le aree più colpite restano i Paesi a basso reddito, in particolare alcune zone dell’Africa dove si registrano i tassi più alti.

Tra gli agenti responsabili figurano batteri come lo pneumococco e il meningococco, oltre a diversi virus. Gli esperti indicano come priorità il rafforzamento delle campagne vaccinali, il miglioramento delle cure e una diagnosi più rapida dei casi.