Furti d'auto come un lavoro con stipendio e ferie, smantellata la banda tra Cerignola e Barletta

Operazione Stolen III svela una banda tra Cerignola e Barletta che rubava auto con metodo industriale per alimentare il mercato nero dei ricambi, organizzando turni, stipendi giornalieri e perfino ferie per gli affiliati.

Cerignola
Furti d'auto come un lavoro con stipendio e ferie, smantellata la banda tra Cerignola e Barletta

Un gruppo criminale attivo tra Cerignola e Barletta gestiva il traffico di auto rubate seguendo regole simili a quelle di un’azienda. L’indagine “Stolen III”, coordinata dalla Procura di Trani e condotta dalla Squadra Mobile di Andria, ha portato all’esecuzione di quindici misure cautelari tra carcere e arresti domiciliari.

Secondo gli investigatori, l’organizzazione aveva strutturato il lavoro con criteri precisi. Gli affiliati ricevevano una paga giornaliera di circa 200 euro, con turni stabiliti e riposi nei fine settimana. Erano previsti anche periodi di ferie estive pianificati per non rallentare l’attività.

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Il sistema prevedeva inoltre una sorta di mobilità interna: chi non era soddisfatto poteva lasciare il gruppo per lavorare con altri clan, seguendo una logica simile a quella del mercato del lavoro.

Smontaggio rapido e mercato dei ricambi

L’inchiesta ha ricostruito tutta la filiera, dal furto allo smontaggio dei veicoli. Le indagini sono partite dal tracciamento di un’Audi Q3 usata per trainare le auto rubate fino a zone isolate tra Barletta e Trinitapoli, dove venivano nascoste.

In queste aree, definite dagli investigatori “cimiteri delle auto”, entravano in azione squadre specializzate. I cosiddetti terminator smontavano i veicoli in poche ore, recuperando pezzi destinati al mercato illegale.

L’organizzazione operava con ruoli ben distinti: chi si occupava dei furti notturni, chi gestiva i depositi e chi curava la sicurezza. Il sistema permetteva di portare a termine fino a otto colpi a notte, alimentando un giro d’affari rilevante tra Italia e estero.