Iran respinge la tregua Usa e abbatte due aerei militari americani
Iran respinge la tregua proposta dagli Stati Uniti mentre i combattimenti proseguono e Teheran rivendica l’abbattimento di due velivoli americani. Nella stessa giornata si registrano nuove esplosioni nella capitale e tensioni crescenti nell’area.
L’Iran ha rifiutato la proposta degli Stati Uniti per un cessate il fuoco di 48 ore, secondo quanto riferito da fonti iraniane. La posizione di Teheran resta ferma: il governo accetterà solo la fine definitiva delle ostilità e non pause temporanee nei combattimenti.
I tentativi di mediazione portati avanti da alcuni Paesi della regione, con il coinvolgimento del Pakistan, non hanno prodotto risultati concreti. I negoziati risultano bloccati mentre sul terreno continuano le operazioni militari e si registrano nuove esplosioni nella capitale iraniana.
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Nel corso della giornata, le forze iraniane hanno annunciato di aver abbattuto un F-15 statunitense. Uno dei piloti è stato recuperato dalle truppe americane, mentre non ci sono informazioni certe sull’altro membro dell’equipaggio.
Scontri e tensioni tra Golfo Persico e Libano
Durante le operazioni di soccorso per l’aereo abbattuto, due elicotteri militari Usa sono stati colpiti dal fuoco iraniano. Nonostante i danni, i militari a bordo non hanno riportato ferite, secondo quanto riferito da fonti statunitensi.
In serata, Teheran ha dichiarato di aver colpito un secondo velivolo americano, un A-10, precipitato nelle acque del Golfo vicino allo Stretto di Hormuz. Fonti statunitensi avevano in precedenza confermato un incidente nella stessa area, sostenendo che il pilota fosse stato tratto in salvo.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha affermato che l’abbattimento dell’aereo non influenzerà eventuali trattative con Teheran. Ha definito l’episodio parte delle operazioni in corso, ribadendo che il conflitto è attualmente aperto.
Nella stessa giornata, il team per la sicurezza nazionale americano si è riunito per aggiornare il presidente sugli sviluppi militari, monitorando in particolare la situazione legata all’aereo precipitato.
Nel sud del Libano, tre caschi blu della missione Unifil sono rimasti feriti in un’esplosione avvenuta nei pressi di una postazione delle Nazioni Unite. Due militari sono in condizioni gravi. Secondo l’esercito israeliano, l’attacco sarebbe stato lanciato da miliziani di Hezbollah.
Intanto, il presidente russo Vladimir Putin ha avuto un colloquio telefonico con il leader turco Recep Tayyip Erdogan. I due capi di Stato hanno chiesto un cessate il fuoco immediato e l’avvio di negoziati che tengano conto degli interessi di tutti i Paesi coinvolti.