Gravina si dimette dalla Figc dopo il flop Mondiali, elezioni il 22 giugno
Gabriele Gravina lascia la guida della Figc dopo l’ennesima esclusione dell’Italia dai Mondiali. La decisione arriva dopo il ko in Bosnia e settimane di tensione, con elezioni fissate il 22 giugno per scegliere il nuovo presidente.
Il calcio italiano riparte da zero dopo le dimissioni di Gabriele Gravina, che ha lasciato la presidenza della Figc in seguito alla nuova esclusione della Nazionale dai Mondiali. Il passo indietro è maturato al termine di un vertice con tutte le componenti federali, convocato dopo la sconfitta contro la Bosnia che ha sancito il fallimento sportivo.
La pressione attorno al numero uno della Federazione era cresciuta rapidamente nelle ore successive alla partita. Critiche e richieste di responsabilità sono arrivate da più parti, trasformando il malcontento in una presa di posizione netta contro la gestione degli ultimi anni.
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Le parole pronunciate nel dopogara hanno contribuito ad aggravare la situazione. Gravina aveva difeso il proprio operato, accostando il calcio ad altri sport definiti dilettantistici, un passaggio che ha alimentato ulteriori polemiche e irrigidito il clima.
Verso il nuovo presidente il 22 giugno
Con le dimissioni è stata avviata la procedura per il rinnovo dei vertici federali. L’Assemblea straordinaria elettiva si terrà il 22 giugno a Roma, data scelta per rispettare lo statuto e consentire alla futura dirigenza di gestire le iscrizioni ai campionati professionistici.
All’incontro che ha preceduto l’annuncio hanno partecipato tutte le anime del calcio italiano, dalle leghe professionistiche fino ai dilettanti, insieme ai rappresentanti di calciatori e allenatori. In quell’occasione Gravina ha ringraziato per il sostegno ricevuto durante una fase particolarmente difficile.
Prima dell’uscita definitiva di scena, l’ex presidente sarà ascoltato l’8 aprile dalla Commissione Cultura della Camera. In audizione presenterà un quadro dettagliato dello stato del calcio italiano, soffermandosi su criticità e prospettive.
Gravina è tornato anche sulle dichiarazioni che avevano fatto discutere dopo la gara di Zenica, chiarendo che il riferimento agli sport dilettantistici riguardava esclusivamente aspetti organizzativi e normativi, senza intenzioni offensive.
Si apre così una fase delicata per la Federazione, chiamata a individuare una nuova guida in un momento segnato da risultati negativi e da una richiesta diffusa di cambiamento.