Abodi chiede le dimissioni di Gravina dopo il flop della Nazionale

Il ministro Andrea Abodi chiede le dimissioni di Gravina dopo il flop della Nazionale, puntando sulla responsabilità dei vertici Figc. Crescono le pressioni politiche mentre prende quota il nome di Malagò per il futuro.

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Il giorno dopo il pesante passo falso della Nazionale italiana, la tensione si sposta dai campi agli uffici federali. Al centro delle critiche c’è il presidente della Figc, Gabriele Gravina, finito nel mirino di esponenti politici che ne chiedono un passo indietro immediato.

Le prime richieste di dimissioni sono arrivate già al termine della partita, ma Gravina ha inizialmente preso tempo, rinviando ogni decisione al prossimo consiglio federale previsto nei giorni successivi. Nessun segnale concreto di addio, almeno nelle ore immediatamente successive al risultato negativo.

Con il passare del tempo, però, la pressione è aumentata. A esporsi in prima persona è stato il ministro per lo Sport, Andrea Abodi, che ha annunciato l’intenzione di affrontare direttamente la questione con il numero uno della federazione.

Pressioni politiche e ipotesi per il dopo Gravina

«Gli chiederò di dimettersi», ha dichiarato Abodi intervenendo a margine di un evento pubblico, richiamando il senso di responsabilità che in passato ha portato altri dirigenti a lasciare l’incarico dopo risultati deludenti. Il riferimento è agli ex presidenti federali Giancarlo Abete e Carlo Tavecchio, che scelsero di farsi da parte in situazioni simili.

Gravina, intercettato all’ingresso della sede federale, ha evitato di entrare nel merito delle polemiche, limitandosi a rispondere con un generico «sto bene». Un atteggiamento che non ha placato il clima sempre più teso attorno alla sua posizione.

Nel frattempo, mentre il presidente resta formalmente al suo posto, iniziano a circolare i primi nomi per un possibile futuro assetto. Tra questi emerge con insistenza quello di Giovanni Malagò, anche se lo stesso Abodi invita alla cautela.

Il ministro ha sottolineato la necessità di analizzare con attenzione quanto accaduto negli ultimi anni nel calcio italiano, evitando scelte affrettate. L’obiettivo dichiarato è quello di non ripetere errori già commessi e affrontare la situazione con decisioni più solide e consapevoli.

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