Massimo Lovati candidato sindaco a Vigevano tra politica e caso Garlasco
Massimo Lovati si candida a sindaco di Vigevano dopo aver lasciato la difesa nel caso Garlasco per scelta personale e curiosità verso una nuova esperienza. L’avvocato spiega di voler sperimentare la politica senza abbandonare la professione.
L’avvocato Massimo Lovati ha deciso di entrare nella corsa per la guida di Vigevano, sorprendendo dopo l’uscita dalla difesa di Andrea Sempio nel caso Garlasco. La scelta nasce dal desiderio di mettersi alla prova in un ambito diverso, senza però lasciare la professione legale.
Lovati si presenta con il sostegno di Marco Rizzo e chiarisce di non avere alle spalle esperienze politiche dirette. Dice di sentirsi attratto da alcune proposte del leader, tra cui l’uscita dall’Unione europea e dalla Nato, posizioni che riflettono una critica netta all’attuale assetto istituzionale.
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Secondo il candidato, oggi esiste una forte distanza tra chi governa e chi fatica ad arrivare a fine mese. A suo giudizio, il potere decisionale è concentrato in organismi lontani dal voto dei cittadini, mentre cresce il numero di persone in difficoltà economica.
La posizione sul caso Garlasco e le scelte di Sempio
Nonostante la nuova avventura politica, il nome di Lovati resta legato al caso Garlasco. Dopo la revoca del mandato, l’avvocato commenta con distacco la decisione di Andrea Sempio, riconoscendo il diritto dell’ex assistito di scegliere la propria strategia difensiva.
Lovati contesta però l’impostazione attuale, ritenendo che esporsi pubblicamente possa essere un errore. A suo avviso, non spetta all’indagato dimostrare la propria innocenza e l’eccessiva presenza mediatica rischia di alterare questo principio.
Sul fronte giudiziario, l’avvocato prevede tempi lunghi per la chiusura delle indagini. Ritiene che manchino elementi decisivi e ipotizza una proroga da parte della Procura, convinto che il fascicolo non sia ancora vicino a una svolta definitiva.
Lovati esprime inoltre dubbi anche sulla condanna di Alberto Stasi, auspicando una revisione del processo. Nel frattempo, si concentra sulla campagna elettorale a Vigevano, tra incontri pubblici e iniziative sul territorio, lasciando alle spalle l’idea di manifesti provocatori ispirati a “Gerry la Rana”, definita solo una proposta mai realizzata.