Trump valuta l'uscita dalla Nato e attacca gli alleati
Donald Trump valuta l’uscita degli Stati Uniti dalla Nato per il mancato sostegno degli alleati su crisi recenti, citando lo Stretto di Hormuz. Il presidente critica apertamente l’Alleanza e riaccende lo scontro con partner storici.
Donald Trump torna a mettere in discussione la presenza degli Stati Uniti nella Nato. In un’intervista rilasciata al Telegraph, il presidente ha spiegato di stare riflettendo seriamente sull’ipotesi di abbandonare l’Alleanza atlantica, accusando i partner di non aver sostenuto Washington nei momenti più delicati.
Secondo Trump, l’organizzazione militare avrebbe mostrato tutta la sua debolezza nelle ultime crisi internazionali. Il presidente ha parlato apertamente di una struttura inefficace, sostenendo che anche la Russia ne sarebbe consapevole e che la sua credibilità sarebbe ormai compromessa.
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Al centro delle critiche c’è la gestione delle tensioni nello Stretto di Hormuz, passaggio strategico per il trasporto di petrolio. Trump ha rimproverato agli alleati la mancanza di iniziativa nel garantire la riapertura della rotta, sottolineando come gli Stati Uniti, in altre occasioni, abbiano agito senza esitazioni.
Lo scontro con gli alleati e la risposta britannica
Il presidente ha poi fatto riferimento al conflitto in Ucraina, definendolo una questione non direttamente legata agli interessi americani. Nonostante questo, Washington è intervenuta, mentre – secondo Trump – gli altri Paesi non avrebbero fatto lo stesso quando richiesto dagli Usa.
Le parole più dure sono state rivolte al Regno Unito. Trump ha criticato il premier Keir Starmer per aver escluso un coinvolgimento diretto nel conflitto contro l’Iran, mettendo in dubbio anche l’efficienza della marina britannica e la sua capacità operativa.
Da Londra è arrivata una replica netta. Starmer ha difeso la Nato, definendola l’alleanza militare più solida mai costruita e ricordando il ruolo centrale che ha avuto nel garantire la sicurezza internazionale negli ultimi decenni.
Intanto, sul piano giuridico, l’eventuale uscita degli Stati Uniti dall’Alleanza non sarebbe immediata. Una legge approvata nel 2024 limita i poteri del presidente, imponendo il via libera del Senato o del Congresso. Anche in caso di autorizzazione, il trattato prevede un periodo di dodici mesi tra la notifica e l’effettivo ritiro.