Italia 2026, aumentano gli stranieri e crollano le nascite
Italia 2026 registra più stranieri grazie ai flussi migratori, mentre nascono meno bambini per il calo della fecondità e l’età sempre più alta delle madri. I dati Istat mostrano un Paese che cambia soprattutto nelle regioni del Nord.
All’inizio del 2026 la popolazione straniera residente in Italia raggiunge i 5 milioni e 560mila individui, con una crescita di 188mila unità rispetto all’anno precedente. L’aumento è legato soprattutto agli ingressi dall’estero, che superano di molto le uscite, mentre resta positivo anche il saldo tra nascite e decessi tra gli stranieri.
La presenza si concentra soprattutto nelle regioni settentrionali, dove vive oltre la metà degli stranieri. Il Nord ospita più di 3,2 milioni di residenti di cittadinanza non italiana, con un’incidenza superiore all’11%. Nel Centro la quota è simile, mentre nel Mezzogiorno la presenza resta più contenuta e si ferma al 5% della popolazione.
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Parallelamente, la popolazione italiana continua a diminuire. I cittadini italiani sono poco più di 53 milioni, con una perdita di 189mila persone in un anno. Il calo è dovuto soprattutto al numero di decessi che supera di molto quello delle nascite, mentre anche il bilancio migratorio resta negativo.
Calano le nascite e aumenta l’età delle madri
Nel 2025 i nati in Italia sono circa 355mila, in diminuzione di 15mila unità rispetto all’anno precedente. Il tasso di natalità scende ulteriormente e si attesta a 6 nati ogni mille abitanti. Anche tra i bambini con cittadinanza straniera si registra una flessione.
La fecondità continua a ridursi: il numero medio di figli per donna è pari a 1,14, in calo rispetto all’anno precedente. Il Centro resta l’area con meno figli per donna, seguito dal Nord e dal Mezzogiorno, dove comunque i valori restano bassi.
Le donne diventano madri sempre più tardi. L’età media al parto sale a 32,7 anni, con punte più alte nel Centro. Il rinvio della maternità contribuisce alla diminuzione complessiva delle nascite.
Tra le regioni, la Sardegna continua a registrare i livelli più bassi di fecondità, sotto un figlio per donna. Al contrario, il Trentino-Alto Adige mantiene il primato con valori più elevati, seguito da Sicilia e Campania.
Anche nel resto d’Europa il numero medio di figli è in calo, ma l’Italia sconta una riduzione più lunga nel tempo. Questo ha ridotto il numero di persone in età fertile, incidendo ulteriormente sul totale dei nati.
Nel 2025 diminuiscono anche i matrimoni, che scendono a 165mila. Il calo riguarda soprattutto le celebrazioni religiose, mentre quelle civili restano quasi stabili. Il tasso di nuzialità resta più alto nel Mezzogiorno rispetto al resto del Paese.