Luigi Alberti ucciso in casa, arrestati moglie e figlio per omicidio e sequestro

Luigi Alberti è morto a 85 anni dopo mesi di violenze e isolamento nella sua casa a Castel San Giovanni. Le indagini hanno portato all’arresto della moglie e del figlio, accusati di omicidio e maltrattamenti.

Luigi Alberti
Luigi Alberti ucciso in casa, arrestati moglie e figlio per omicidio e sequestro

Luigi Alberti, pensionato di 85 anni, è stato trovato senza vita il 25 ottobre 2025 nella sua abitazione di Castel San Giovanni, in provincia di Piacenza. All’inizio il decesso era stato attribuito a cause naturali, ma alcuni elementi hanno spinto i medici e gli investigatori ad approfondire il caso.

Sul corpo dell’uomo erano presenti segni sospetti e tracce di sangue incompatibili con una morte accidentale. Dopo mesi di accertamenti, i carabinieri hanno arrestato la moglie, , 81 anni, e il figlio , cinquantenne, con accuse di omicidio volontario aggravato, sequestro di persona e maltrattamenti.

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Secondo la ricostruzione della Procura, l’anziano viveva da tempo in condizioni estreme. Sarebbe stato confinato in una cantina priva di luce e riscaldamento, costretto a restare su un divano sporco e inadatto alle sue condizioni fisiche, senza adeguata assistenza.

Le condizioni disumane e i risultati dell’autopsia

L’esame autoptico ha evidenziato un quadro drammatico. Luigi Alberti era gravemente denutrito, presentava piaghe da decubito mai curate e fratture non trattate, segni che indicano sofferenze protratte nel tempo e possibili violenze ripetute.

Gli investigatori ritengono che la morte sia avvenuta la sera del 24 ottobre, provocata da una compressione asfittica al termine di un’aggressione. Sul corpo sono state rilevate anche ferite compatibili con un tentativo di difesa.

Dopo il decesso, il cadavere sarebbe stato spostato al piano superiore dell’abitazione per simulare una morte avvenuta a letto. A insospettire ulteriormente gli inquirenti è stata la gestione dei soccorsi: il figlio avrebbe contattato prima un’agenzia funebre e solo successivamente il 118.

La dottoressa intervenuta non ha ritenuto credibile l’ipotesi di una morte naturale e ha segnalato il caso, dando avvio alle indagini. Nel corso degli accertamenti è emerso anche un contesto familiare problematico, con presunti rifiuti di assistenza esterna nonostante le condizioni critiche dell’anziano.

Per la Procura, l’uomo era stato progressivamente isolato e abbandonato, considerato un peso all’interno della famiglia. I due indagati, intervenuti in televisione, hanno sostenuto che l’anziano avesse comportamenti aggressivi nei confronti della moglie. Nella giornata di oggi, martedì 31 marzo, sono previsti gli interrogatori di garanzia.