Morte di Camilla Sanvoisin a Roma, nuova indagine per maltrattamenti

Camilla Sanvoisin è morta per overdose nella casa del compagno a Roma, ma nuovi elementi sulle settimane precedenti hanno spinto la Procura ad aprire un’indagine per presunti maltrattamenti.

Camilla Sanvoisin
Morte di Camilla Sanvoisin a Roma, nuova indagine per maltrattamenti

La Procura di Roma ha riaperto il fascicolo sulla morte di Camilla Sanvoisin, la 25enne trovata senza vita nel febbraio dello scorso anno nell’abitazione del fidanzato, alla Giustiniana. Gli accertamenti più recenti hanno portato gli inquirenti a ipotizzare anche il reato di maltrattamenti, sulla base di elementi legati al periodo precedente al decesso.

Secondo quanto riferito subito dopo i fatti da Giacomo Celluprica, 35 anni, quella sera entrambi avevano assunto sostanze stupefacenti. L’uomo aveva raccontato di essersi addormentato e di aver trovato la giovane priva di sensi al risveglio, chiamando poi i soccorsi. L’autopsia aveva escluso segni di violenza o lesioni, indicando come causa della morte un arresto cardiaco.

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Nel corso delle indagini, però, i pubblici ministeri hanno raccolto nuovi riscontri che riguardano la relazione tra i due e che hanno portato a valutare una possibile situazione di maltrattamenti. Nella casa dell’uomo, durante i primi sopralluoghi, erano stati trovati diversi flaconi di metadone.

Celluprica era stato già processato per detenzione di droga ai fini di spaccio, ma lo scorso maggio è stato assolto da quell’accusa. Parallelamente, per la morte della giovane resta indagata una pusher, accusata di aver fornito la sostanza alla coppia. Gli investigatori sono risaliti alla donna attraverso l’analisi dei telefoni cellulari.

La famiglia di Camilla è assistita dai legali Enrico Modica ed Elisa Scaroina e segue da vicino lo sviluppo delle indagini, che ora si concentrano anche su quanto accaduto nei mesi precedenti alla tragedia.