Paolo Verdone racconta il padre Carlo tra scherzi, infanzia e l'incontro con Totti

Paolo Verdone racconta l’infanzia con Carlo Verdone e ricorda uno scherzo legato a Totti che lo segnò da bambino. Tra giochi, viaggi e famiglia, emerge il ritratto di un padre presente ma imprevedibile.

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Paolo Verdone racconta il padre Carlo tra scherzi, infanzia e l'incontro con Totti

Paolo Verdone conserva ricordi vividi della sua infanzia accanto a Carlo Verdone, un padre attento e spesso premuroso, sempre informato su ciò che accadeva nella vita dei figli anche quando non poteva essere presente fisicamente. Tra partite improvvisate in casa, finite con oggetti rotti, e le estati trascorse a Sabaudia, raggiunta dal padre in motorino, il legame familiare si è costruito su momenti semplici ma intensi.

La famiglia ha vissuto una separazione precoce, affrontata però senza tensioni. Paolo ricorda pochi momenti con entrambi i genitori sotto lo stesso tetto, ma sottolinea come il rapporto sia rimasto sereno e rispettoso. Accanto a lui c’è sempre stata anche la sorella Giulia, oggi dietologa, mentre lui ha scelto una strada lontana dal cinema, lavorando come dirigente alla Siae nella gestione dei diritti d’autore.

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Nonostante la notorietà del padre, Paolo non ha mai vissuto il peso del cognome. Ha avuto anche piccole esperienze sul set, come una comparsa in “Gallo Cedrone”, dove interpretava un bambino rimproverato proprio dal padre in una scena diventata memorabile. Tra i film preferiti cita “Maledetto il giorno che t’ho incontrato” e “Sono pazzo di Iris Blond”.

Tra gli episodi più curiosi dell’infanzia, Paolo racconta uno scherzo che lo colpì profondamente. A dieci anni, dopo una partita in cui aveva segnato due gol, ricevette una telefonata da chi si spacciava per l’agente di Francesco Totti, pronto a convocarlo per un provino. Era tutto organizzato dal padre con la complicità dello sceneggiatore Pasquale Plastino. Quando scoprì la verità, rimase deluso e ci volle tempo per superare la rabbia, finché Carlo non lo portò davvero a incontrare il calciatore.

Il rapporto tra padre e figlio si è mantenuto stretto anche negli anni successivi, alimentato da passioni comuni come la musica. Paolo ricorda anche la notte degli Oscar vinti da “La grande bellezza”: mentre lui restò sveglio davanti alla tv, Carlo andò a dormire prima del risultato. Al risveglio trovò un biglietto con la notizia della vittoria, che decise poi di conservare incorniciato.

Oggi Paolo guarda al padre con affetto e un desiderio preciso: vederlo meno sotto pressione e libero di dedicarsi a ciò che ama, dal cinema ad altre forme di racconto, come la radio. Un modo per continuare a condividere storie e ricordi che fanno parte della loro vita.