Blitz contro i Casalesi, 23 arresti e indagine sui legami con il carcere
Blitz dei carabinieri contro il clan dei Casalesi legato a Michele Zagaria con 23 arresti. L’operazione, partita all’alba, ha coinvolto anche indagini sui contatti tra carcere e territorio.
Oltre centocinquanta carabinieri sono entrati in azione all’alba di lunedì 30 aprile tra Caserta e altre località, eseguendo 23 misure cautelari contro esponenti del clan dei Casalesi riconducibile a Michele Zagaria. L’operazione, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, ha coinvolto anche attività investigative fuori dall’Italia.
Le accuse delineano un’organizzazione ancora attiva e radicata. Gli indagati rispondono, tra l’altro, di associazione mafiosa, estorsioni, usura e riciclaggio. Contestati anche traffico di droga, detenzione illegale di armi e intestazione fittizia di beni, elementi che indicano una presenza costante nel tessuto economico locale attraverso metodi intimidatori.
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Durante le perquisizioni, supportate da unità cinofile e reparti specializzati, i militari hanno cercato armi e sostanze stupefacenti. Al centro dell’inchiesta resta però il presunto ruolo del boss Michele Zagaria, detenuto in regime di 41-bis, che secondo gli investigatori avrebbe continuato a impartire direttive al clan.
Gli inquirenti stanno ricostruendo i canali utilizzati per mantenere i contatti tra il carcere e l’esterno, con l’obiettivo di chiarire come l’organizzazione sia riuscita a restare operativa nonostante l’arresto del suo leader, avvenuto nel 2011.
I dettagli dell’operazione saranno illustrati in Procura a Napoli nel corso di un incontro con il procuratore capo Nicola Gratteri e i vertici dell’Arma. L’indagine punta a ridefinire gli equilibri della camorra casertana e a individuare i meccanismi che hanno consentito al gruppo di continuare le proprie attività.