Aereo italiano e jet Usa, Crosetto smentisce le accuse e chiarisce il ruolo della Nato

Guido Crosetto smentisce il coinvolgimento dell’Italia nei raid Usa, dopo le accuse nate dall’avvistamento di un aereo militare nei cieli dei Balcani durante una fase di tensione internazionale legata al Medio Oriente.

Crosetto
Aereo italiano e jet Usa, Crosetto smentisce le accuse e chiarisce il ruolo della Nato

Un velivolo dell’Aeronautica Militare avvistato nei cieli dei Balcani ha acceso, nel giro di poche ore, una polemica alimentata soprattutto online. Secondo alcune ricostruzioni circolate sui social, l’Italia avrebbe partecipato in modo riservato al supporto delle operazioni militari statunitensi in Medio Oriente, arrivando a rifornire in volo caccia diretti verso l’area di crisi.

Al centro delle segnalazioni c’è un aereo cisterna KC-767A, individuato durante una missione sopra l’Europa sud-orientale. Da qui l’ipotesi, rilanciata senza verifiche, che il velivolo fosse impegnato in attività operative legate al conflitto che coinvolge Stati Uniti, Israele e Iran.

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La replica è arrivata direttamente dal ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha definito le accuse infondate. Il volo, ha spiegato, non aveva alcun legame con operazioni di guerra ma rientrava in un’attività programmata da tempo nell’ambito di un’esercitazione internazionale.

L’episodio si inserisce infatti nelle manovre della NATO denominate Neptune Strike, un ciclo di addestramenti che coinvolge diversi Paesi alleati e si sviluppa tra Mediterraneo, Balcani e altre aree strategiche europee. Si tratta di operazioni pianificate con largo anticipo per testare la capacità di cooperazione tra le forze armate.

Tra le attività previste c’è anche il rifornimento in volo, una procedura essenziale nelle missioni moderne. Gli aerei cisterna, come il KC-767A, permettono ai caccia di estendere autonomia e raggio d’azione, simulando scenari complessi che richiedono coordinamento e precisione.

Neptune Strike serve proprio a verificare l’integrazione tra componenti aeree, navali e terrestri, comprese unità imbarcate su portaerei e operazioni su larga scala. L’obiettivo è preparare le forze alleate a operare insieme in modo efficace in caso di crisi reali, senza implicare automaticamente un coinvolgimento in conflitti in corso.