Omicidio a Parma, la versione dell'incidente non convince: arrestata la fidanzata
Brenda Alesandrina Fumagalli è accusata dell’omicidio del compagno a Parma dopo una coltellata mortale, che secondo gli inquirenti non fu un incidente ma un gesto volontario ricostruito da prove tecniche e testimonianze.
Una coltellata al petto, poi la corsa disperata in ospedale e la morte il giorno seguente. È quanto accaduto a Critopher Gaston Ogando, 28 anni, ferito nell’appartamento di Borgo Riccio a Parma il 4 marzo e deceduto il 5. La compagna, Brenda Alesandrina Fumagalli, 21 anni, è ora agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico con l’accusa di omicidio volontario aggravato.
La giovane ha sostenuto fin dall’inizio che si trattasse di un incidente domestico. Ai soccorritori del 118, intervenuti nell’abitazione, ha raccontato di aver colpito il compagno mentre si voltava con un coltello in mano. Secondo la sua versione, l’uomo le si sarebbe avvicinato alle spalle per gioco e, nel movimento improvviso, si sarebbe ferito da solo.
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Quando i sanitari sono arrivati, il 28enne era ancora cosciente e chiedeva aiuto: respirava a fatica e implorava di essere portato in ospedale. Poco dopo è stato trasferito d’urgenza, ma le condizioni sono peggiorate fino al decesso.
Le indagini dei carabinieri, coordinate dalla Procura di Parma, hanno però ricostruito una dinamica diversa. Gli accertamenti tecnici indicano che il colpo è stato inferto dall’alto verso il basso e da sinistra a destra, elemento incompatibile con l’ipotesi di un gesto accidentale mentre la donna si voltava. La posizione della vittima suggerirebbe che si trovasse di fronte all’aggressore, con un braccio sollevato.
Un altro elemento ritenuto rilevante riguarda la ferita alla mano della giovane. Lei ha spiegato di essersi tagliata raccogliendo il coltello dopo che il compagno lo aveva estratto dal corpo. Secondo il giudice, invece, si tratterebbe di una lesione provocata durante l’azione, dovuta allo scivolamento della mano sull’impugnatura mentre sferrava il colpo con forza.
Dalle testimonianze raccolte emerge anche un rapporto segnato da tensioni. La Procura descrive la ragazza come una persona dal carattere impulsivo e aggressivo, incline a scatti d’ira e a comportamenti violenti nei confronti del compagno. Un quadro che, secondo gli inquirenti, giustifica la misura cautelare per il rischio di nuovi episodi.
La 21enne è stata rintracciata nel Milanese e posta ai domiciliari. Nei prossimi giorni sarà interrogata dal giudice per le indagini preliminari, davanti al quale potrà fornire la sua versione dei fatti.