Morto Fabio Roversi Monaco, storico rettore dell'Università di Bologna
Fabio Roversi Monaco è morto a Bologna dopo una lunga carriera accademica, lasciando un segno profondo nell’Università che ha guidato per 15 anni e nel sistema universitario europeo.
È morto Fabio Roversi Monaco, giurista e professore emerito di Diritto amministrativo, figura centrale nella storia recente dell’Università di Bologna. Aveva guidato l’Alma Mater come rettore dal 1985 al 2000, attraversando una fase di trasformazione decisiva per l’apertura internazionale dell’ateneo.
La comunità universitaria si riunirà per l’ultimo saluto lunedì 30 marzo: alle 12 sono previste le esequie accademiche nell’Aula Magna di Santa Lucia, mentre il funerale sarà celebrato alle 14.30 nella Cattedrale di San Pietro.
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Nel corso della sua carriera, Roversi Monaco ha insegnato prima Diritto costituzionale e poi Diritto amministrativo, disciplina nella quale ha ottenuto il riconoscimento di professore emerito. La sua attività didattica e scientifica si è affiancata a un lungo impegno istituzionale all’interno dell’ateneo bolognese.
Durante il rettorato ha promosso iniziative destinate a segnare il panorama accademico europeo. Tra queste, la firma della Magna Charta Universitatum nel 1988 e il percorso che ha portato al Processo di Bologna, culminato nel 1999 con la dichiarazione sottoscritta da 29 Paesi per rendere comparabili i titoli di studio e facilitare la mobilità di studenti e laureati.
Alla sua guida si deve anche lo sviluppo del modello Multicampus, che ha esteso la presenza dell’università sul territorio in modo coordinato, rafforzando il legame con diverse realtà locali.
Dal 1978 al 2006 ha diretto la S.P.I.S.A., la Scuola di specializzazione in studi sull’amministrazione pubblica, dove ha contribuito alla nascita del primo master italiano per giuristi d’impresa e della prima scuola di specializzazione in diritto sanitario.
Nel 2015 ha dato vita al Festival della Scienza Medica e ha partecipato ai comitati scientifici di numerose riviste, tra cui quella da lui fondata, “Sanità Pubblica e Privata”.
Nel corso degli anni ha ricevuto oltre venti lauree honoris causa da università di tutto il mondo, dagli Stati Uniti all’Europa, fino all’Asia e all’America Latina, oltre a una laurea ad honorem in Medicina e Chirurgia conferita dall’Alma Mater.
Il rettore Giovanni Molari ha ricordato il suo contributo definendolo una figura tra le più autorevoli dell’ateneo, capace di guidare l’università con visione e senso delle istituzioni, lasciando un’eredità duratura sul piano culturale e organizzativo.