Tram deragliato a Milano, il conducente pronto a parlare e rinuncia alla guida

Pietro Montemurro, conducente del tram deragliato a Milano, torna a parlare dopo l’incidente mortale e sostiene di aver perso i sensi per un malore improvviso causato da un infortunio al piede durante il servizio.

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A quasi un mese dall’incidente avvenuto il 27 febbraio in viale Vittorio Veneto, il conducente del Tramlink 9, Pietro Montemurro, ha chiesto di essere ascoltato dalla Procura. L’uomo, 60 anni, inizialmente aveva scelto di non rispondere agli inquirenti dichiarandosi sotto choc dopo lo schianto costato la vita a due persone.

Attraverso i suoi legali, ha ora depositato una richiesta formale per essere interrogato, confermando la propria versione dei fatti. Secondo quanto riferito dalla difesa, il tranviere sarebbe stato colpito da un malore improvviso mentre era alla guida, perdendo conoscenza pochi istanti prima dell’impatto.

Alla base della presunta perdita dei sensi ci sarebbe un forte dolore al piede, causato — sempre secondo il racconto fornito — da un infortunio avvenuto durante l’utilizzo della pedana per disabili. Subito dopo, l’uomo avrebbe avuto una sincope che gli avrebbe impedito di controllare il mezzo.

Nel frattempo, Montemurro ha chiesto all’Atm di essere assegnato ad attività d’ufficio. Ha spiegato di non sentirsi più nelle condizioni di tornare alla guida dopo quanto accaduto.

L’indagine prosegue concentrandosi soprattutto sui dati del telefono del conducente. Per la difesa, l’ultima chiamata si sarebbe interrotta circa un minuto e mezzo prima dello schianto. Una ricostruzione diversa da quella degli inquirenti, secondo cui il tranviere sarebbe stato al telefono fino a pochi secondi prima dell’impatto.

Su questi momenti si stanno concentrando le verifiche, con l’analisi dei dispositivi elettronici e della scatola nera del tram. Gli investigatori hanno inoltre sequestrato il telefono di un altro dipendente Atm, che avrebbe ricevuto messaggi dal conducente subito dopo l’incidente.

Il fascicolo resta aperto con le ipotesi di reato di disastro, omicidio e lesioni colpose, mentre si attendono nuovi elementi per chiarire con precisione la dinamica dei fatti.

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