Valentina Sarto uccisa a Bergamo dal marito Dongellini: il ricordo di Facchinetti e dei tifosi Atalanta
Valentina Sarto è stata uccisa dal marito Vincenzo Dongellini a Bergamo dopo anni di tensioni domestiche. La donna, 41 anni, lavorava in un’edicola e in un bar del quartiere, dove era conosciuta e benvoluta.
Il delitto è avvenuto la mattina del 18 marzo nell’abitazione di famiglia in via Pescaria, nel quartiere di San Colombano. Valentina Sarto, 41 anni, è stata colpita con 19 coltellate dal marito Vincenzo Dongellini, 48 anni. L’uomo è stato fermato poco dopo. La notizia ha scosso Bergamo, colpita da un nuovo caso di violenza domestica.
La vittima era molto conosciuta in zona. Lavorava tra un’edicola e un bar, dividendo le giornate tra clienti abituali e residenti del quartiere. Un volto familiare per molti, come racconta anche Roby Facchinetti, che vive a poca distanza dal luogo di lavoro della donna.
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Il cantante ha affidato ai social il suo ricordo: incontrava spesso Valentina mentre serviva al banco o gestiva l’edicola, sempre con un sorriso. Facchinetti ha parlato di una persona gentile e disponibile, aggiungendo che la notizia della sua morte lo ha profondamente colpito.
Il cordoglio è arrivato anche dallo stadio. Durante la partita tra Atalanta e Hellas Verona, nella Curva Sud sono comparsi due striscioni: uno con la scritta “Ciao Valentina”, l’altro con “Basta femminicidi”. La donna era infatti molto legata all’ambiente nerazzurro e frequentava abitualmente il Baretto di viale Giulio Cesare, punto di ritrovo dei tifosi.
Quel bar, proprio di fronte alla Tribuna Rinascimento, era uno dei luoghi in cui Valentina trascorreva gran parte del suo tempo, costruendo rapporti con clienti e appassionati di calcio. Il quartiere oggi la ricorda così, tra incredulità e dolore.